Come bisogna pregare?

«Parimenti ancora, lo Spirito sovviene alla nostra debolezza, perché noi non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili:» (Romani 8, 26)

Con parole proprie

woman-praying-silhoutte[1]Dio non sopporta le preghiere a memoria, le quali si addicono agli ipocriti e ai pagani:

Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate. (Matteo 6:7-8)

La preghiera non deve essere precostruita, ma sincera e deve venire dal cuore, per questo sarà diversa ogni volta che si pregherà. Non dobbiamo preoccuparci per le parole e la stilistica, a Dio interessa quel che gli diciamo. Inoltre sa già cosa vogliamo dirgli ancor prima che glie lo diciamo.

Non bisogna pregare per farsi vedere dagli altri, ma per necessità con umiltà e sottomissione, e con piena fiducia, anche in solitudine:

«Quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno. Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. (Matteo 6:5-6)

Pregare nello Spirito

Lo Spirito Santo prega per l’intercessore. Perché si può pregare in tre modi: tramite il ragionamento, con i sentimenti o per mezzo dello Spirito. Quando si prega col ragionamento, si ripete spesso quello che dicono gli altri, ci si serve di espressioni scelte ed eccellenti. Tali preghiere hanno poco effetto. Quando sono i sentimenti che ci spingono alla preghiera, manchiamo di fermezza e la nostra intercessione è spesso un fuoco di paglia. Ma la preghiera biblica vittoriosa è quella che vien fatta per mezzo dello Spirito. La vera preghiera è prodotta dallo Spirito di Dio. Una preghiera vera viene da Dio, passa per l’intercessore per raggiungere il suo obiettivo, poi ritorna a Dio. Dio ama gli uomini profondamente e con tenerezza.

Ma più un uomo pecca, più è circondato da potenze di tenebre. Dio gli parla per mezzo di sofferenze o di benedizioni, ma egli diviene sempre meno capace di ascoltare. Dio vuol salvarlo, ma l’uomo naturale, circondato com’è da potenze delle tenebre, non comprende niente delle cose dello Spirito. Allora, Dio cerca qualcuno! Chi? Leggiamo quello che è scritto in Ezechiele 22, 30:

«Ed io ho cercato fra loro qualcuno che riparasse la cinta e stesse sulla breccia davanti a me in favore del paese, ma non l’ho trovato.»

Che tragica constatazione! Perché questo testo ci mostra che il Dio vivente può essere messo nella situazione di sviare dal peccatore la distruzione, se si trovano uomini disposti a tenersi sulla breccia davanti a lui e a formare essi stessi un muro. Ma non ne trova! E se ne trova cosa succede? Appena un figliuolo di Dio entra nella breccia e diviene un muro per il peccatore che è consegnato al giudizio di Dio, Iddio comincia ad impiegare un tale intercessore come un canale. Lo Spirito Santo comincia a sospirare tramite l’intercessore. Tramite suo invia torrenti di luce nelle tenebre dove si trova questo peccatore. Tramite l’intercessore, Dio benedice quelli che non vogliono saperne della sua benedizione. Ne risulta che il peccatore è turbato, viene alla luce e comincia ad ascoltare. Lo Spirito Santo lo convince di peccato e questo peccatore trova Gesù. Vi dico con grande insistenza che da molto tempo Dio vi cerca come intercessore, ma non vi trova. Non avete tempo! Oh, se poteste rendervi conto di come il Dio vivente potrebbe agire illimitatamente per mezzo vostro, se solo diveniste un intercessore. Questo rimprovero è indirizzato a voi: Cerco un uomo ma non lo trovo. Voi parlate piamente, agite piamente, siete molto attivi, ma non pregate. Proprio attorno a voi, anime preziose vanno alla condanna eterna, in un’eternità senza Cristo, perché voi non pregate. La vostra famiglia, i vostri figli, non potranno mai conoscere Gesù se non diventate un intercessore spirituale.

L’apostolo Giacomo dice: «Voi non avete perché non domandate.»

Non pensate che il diavolo sia contrario alle vostre attività. Nel regno di Dio, potete fare molte cose e lavorare duro; ma tutto resta vuoto e senza potenza, niente porta frutti eterni, perché non pregate. Non vi siete ancora accorti che il diavolo vi impedisce di pregare? Ho cercato fra di loro e non ne trovo …. Voi siete l’uomo, voi siete la donna che Dio cerca. Volete sciupare la vostra vita prima di diventare un intercessore, un uomo di preghiera? Non vi accorgete che quando predicate, la vostra testimonianza, i vostri canti, la vostra vita spirituale, sono caduti in un mulinello senza forza perché non pregate? Iddio cerca intercessori anche oggi!

Pregare con serietà!

Giacomo 5, 16 dice: «Molto può la supplicazione del giusto, fatta con efficacia.»

Dio non ascolta in primo luogo le parole delle nostre preghiere, per quanto siano perfettamente pie e ortodosse, ma esamina anzitutto il nostro cuore. A qual punto deve essere seria la nostra preghiera? Deve esserlo tanto quanto il tema della preghiera. Non è terribilmente serio che esseri umani si precipitino in un’eternità senza Cristo? O non credete forse alla realtà dell’inferno? Non è verace Dio? Sareste già caduto preda dell’universalismo? In questo caso non potete essere intercessori seri. Non è tragicamente serio che il nome di Dio sia profanato da quelli che, numerosi, persistono nel peccato? Non vi preoccupa la chiesa malata e morta mentre Gesù è in procinto di ritornare? Pregate con serietà!

Tramite una preghiera seria siamo noi che cambiamo! Entriamo allora in una disposizione di spirito che permette a Dio di benedirci, e benedire altri per mezzo nostro. Perché Iddio è sempre colui che benedice. Quando i peccatori vengono ad ascoltare l’evangelo, i loro peccati sono ancora in loro. Sono colpevoli e non hanno ricevuto ancora il perdono. Non vuol Dio perdonare? Sicuro che lo vuole! Perché non hanno ricevuto ancora il perdono? Perché non hanno ancora un’attitudine di pentimento. Appena si pentono, ricevono il perdono dei loro peccati. Non vuol Dio donare un risveglio? Si che lo vuole! Giacché in Isaia 44, 3 ha detto: «Poiché io spanderò delle acque sul suolo assetato.» In Luca 12, 49 Gesù disse: «Io sono venuto a gettare un fuoco sulla terra; e che voglio io? Fosse pur già acceso!»

Ma perché non vediamo ancora la conversione? Perché come figliuoli di Dio non abbiamo ancora lo stato di spirito occorrente. Dio non può benedire; il canale è sbarrato. Solamente quando, tutti uniti, cominceremo a pregare con serietà, e ad umiliarci nella preghiera, il Signore comincerà ad aprire le finestre del cielo.

«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto (Matteo 7:7)

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1 Commento
  1. alessandro9393 dice

    che dio ti benedica. [admin]

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