I manoscritti del Nuovo Testamento

Vi sono circa 5306 manoscritti che contengono il NT greco o parti di esso e possono essere distinti in:

Unciali: con questo termine si denotano i manoscritti scritti con lettere maiuscole (unciali); tali lettere erano spesso molto accurate. I manoscritti di questo tipo erano fatti di pergamena, che era ricavata dalla pelle degli animali ripulita da peli e carne e, di seguito, trattata con calce e pietra pomice. La pergamena fu usata largamente dal V sec. al XII sec. d.C. quando venne soppiantata dalla carta. I codici in unciale del NT ammontano a circa 274.

Corsivi: sono i manoscritti nei quali si fa uso di lettere minuscole; era questa una forma di scrittura più popolare.

Minuscoli : si indicano in questo modo i manoscritti nei quali è utilizzato una forma di corsivo più piccola del normale, che prese piede intorno al IX sec. d.C. I codici di queste due ultime categorie del NT ammontano a circa 2.795.

Papiri: si indicano in tal modo quei manoscritti che utilizzavano come supporto per la scrittura non la pergamena ma il papiro. Questo materiale era prodotto da particolari piante il cui stelo era tagliato in strisce, che venivano incollate le une sulle altre e poi inumidite e pressate a formare fogli della lunghezza desiderata. Generalmente tali fogli erano incollati tra loro a formare un rotolo. I cristiani presero l’abitudine di unirli per il centro, creando quello che sarà conosciuto come “codice”. Sono stati catalogati circa 88 papiri con brani del NT.

Numerazione dei manoscritti biblici

Ci sono stati diversi tentativi di classificazione dei manoscritti biblici. Il primo risale a Johann Jacob Wettstein (1693-1754), il quale, conoscendo circa 200 manoscritti, li divise già in codici in maiuscola, minuscola, lezionari. Egli designò i codici in maiuscola con lettere maiuscole (le stesse che usiamo tuttora), in ordine alfabetico:

  • A = Codice Alessandrino
  • B = Codice Vaticano
  • C = Codice di Efrem rescritto
  • D = Codice di Beza Cantabrigiensis

I codici in minuscola sono da lui indicati con numeri arabici, come pure i lezionari. In questo modo però manoscritti diversi sono designati dalla stessa lettera dell’alfabeto. I successori del Wettstein seguirono questo sistema. Un caso particolare è quello di von Tischendorf, che, avendo scoperto il Codice Sinaitico, volle dargli una posizione particolare nel sistema delle sigle alfabetiche (in conformità all’importanza che gli attribuì) e lo indicò con la prima lettera dell’alfabeto ebraico , “aleph”.

Ben presto le lettere dell’alfabeto latino non bastarono più a designare tutti i codici in maiuscola ritrovati, per cui si passò alle lettere dell’alfabeto greco, quindi a quelle ebraiche e infine a differenziare con esponenti sia le lettere greche che le ebraiche.

Solo nel 1908 venne elaborata una nuova classificazione ad opera di Caspar René Gregory (1846-1917), americano di nascita, tedesco di elezione (morì durante la prima guerra mondiale, combattendo come volontario dalla parte dei tedeschi; si era arruolato a sessantotto anni).

Gregory compilò una nuova lista di sigle che viene usata ancora oggi. In base a questo sistema la classificazione è la seguente:

  • I papiri vengono designati con la sigla P seguita da un numero ad esponente.
  • I codici in maiuscola con uno zero premesso a un numero, mantenendo però anche le lettere alfabetiche del Wettstein e dei suoi successori fino a 045 ( = 01, A = 02, ecc.) .
  • I codici in minuscola con numeri arabici (1, 2, 3, ecc.).
  • I lezionari con numeri arabici preceduti dalla lettera l ( l 1, l 2, ecc.).
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