La Bibbia di John Wycliffe

600-johnwycliffe2[1]Wyclif è un vero riformatore, che non ebbe però successo, in quanto le riforme da lui proposte erano unite a errori ecclesiologici ed eucaristici e a polemiche violente. Certo è che Wyclif, nella sua critica alla Chiesa del tempo, allo sviluppo centralizzato del papato avignonese e alla situazione istituzionale della Chiesa con gli abusi connessi, aveva ben individualizzato il sistema da correggere e le deviazioni da eliminare:

  • la separazione del clero dallo Stato
  • la correzione del sistema beneficiale
  • la riforma del clero (attenzione all’aspetto pastorale).

L’ideale a cui ispirarsi è la Chiesa apostolica o comunque precostantiniana. Wyclif prende anche come punto di riferimento l’archetipo della Chiesa (eterna, immutabile, esistente in Dio) che non dipende dalla Chiesa esistente. Questa è la vera Chiesa: facile dunque arrivare alla conclusione che la Chiesa del suo tempo non aveva valore, perché non corrispondeva all’archetipo. Wyclif proponeva anche riforme concrete contro la decadente devozione e contro la decadente vita del clero, mettendo come punto di riferimento il Vangelo.

La Bibbia non è solo il fondamento della fede, ma anche l’unica vera e assoluta verità. È parola di Dio, vera in se stessa, che contiene tutta la verità che si può conoscere (anche nella sua espressione letterale): essa perciò va presa così com’è. È il parametro di ogni conoscenza e di ogni condotta: da qui la conseguenza che solo ciò che è conforme alla Bibbia è vero.

Questo principio non equivale al Sola Scriptura di Lutero, perché Wyclif ammette l’interpretazione dei Padri (soprattutto Agostino) e dei Dottori recenti (Anselmo, Ugo di San Vittore).

La vera Chiesa è la universitas praedestinatorum, composta dagli eletti da Dio ab aeterno e gratuitamente: per cui non possono perdersi. Possono peccare mortalmente, ma hanno la grazia della predestinazione che non si può perdere e che li salverà. La vera Chiesa è là ove ci sono gli eletti.

La negazione del Primato papale arriva solo negli scritti seguenti lo Scisma d’Occidente del 1378.

Dopo lo Scisma Wyclif cerca di dimostrare che non c’è la necessità di un papa nella Chiesa, che non esiste un primato romano e nemmeno un potere dei cardinali per eleggere il papa.