La donna può predicare?

preaching[1]Predicare e evangelizzare sono esattamente la stessa cosa: quando predichiamo, predichiamo il messaggio del Vangelo e quando evangelizziamo facciamo la stessa cosa. Ma si sente dire alcuni che la donna possa sì evangelizzare, ma non può predicare, perché predicare equivarrebbe a fare il pastore. Ma il pastore è tutt’altra cosa: è il ministro di culto che conduce la chiesa, che organizza l’assemblea e si prende cura dei membri della chiesa che hanno bisogno, consigliandoli e confortandoli. Predicare invece è solo predicare, fare un sermone o insegnare.

Non c’è una solo passo della Scrittura che vieti alle donne di predicare, ma, al contrario, ci sono molti versi che incoraggiano uomini e donne a predicare il Vangelo.

La Bibbia insegna che Dio non fa distinzioni e non ha riguardi personali e vuole usare tutti per la diffusione del messaggio cristiano, indipendentemente da razza, età o sesso.

Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. (Galati 3:28)

Allora Pietro, cominciando a parlare, disse: «In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali (Atti 10:34)

Ma Mosè gli rispose: «Sei geloso per me? Oh, fossero pure tutti profeti nel popolo del SIGNORE, e volesse il SIGNORE mettere su di loro il mio spirito!» (Numeri 11:29)

Lo scopo di Dio è di usare più “operai” possibili per l’evangelizzazione. Vietare la predicazione del Vangelo anche alle donne è un trucco del nemico per cercare di mettere a silenzio migliaia di fedeli, solo perché nate donne. Lo scopo di Satana, si sa, è quello di allontanare la gente dalla Parola di Dio, è quello di non far convertire a Cristo e di lasciare il più persone possibile nell’incredulità e, se non possibile, nell’errore dottrinale.

La commissione data nei Vangeli in Marco 16:15 “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura” è per TUTTI i credenti, e per tutta la Chiesa di Gesù Cristo. Il comando di “predicare il Vangelo” è rivolto sia ai maschi che alle femmine.

È un fatto innegabile che Dio abbia chiamato migliaia di donne a predicare il Vangelo. Esistono centinaia di organizzazioni di chiese cristiane mondiali che hanno ordinato le donne alla predicazione, insegnamento, evangelizzazione e pastorato, e che eseguono la loro vocazione egregiamente. Dio le usa per la salvezza dei perduti, la liberazione dal peccato e i doni dello Spirito.

La Bibbia dice:

“Non toccate i miei unti e non fate del male ai miei profeti”.

E ci ricorda in Atti 5:39:

“ma se è da Dio, voi non potrete distruggerli, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio»”.

La Bibbia afferma che le donne profetizzano: 1 Cor. 11:5, “ma ogni donna che prega o profetizza….”

Il dizionario Hoepli dice che “profetizzare” significa “parlare ispirati dalla divinità”. Quindi impariamo che profetizzare significa più che predire il futuro, ma si tratta di parlare pubblicamente del passato, presente o futuro. È predicare sotto l’unzione dello Spirito Santo.

L’Antico e Nuovo Testamento, i profeti e profetesse erano predicatori della Parola di Dio.

Anche se le parole profeta e predicatore potrebbero essere separate, come qualcuno potrebbe dire che il profeta non parla da sé ma è ispirato dallo Spirito Santo mentre il predicatore parla e insegna da sé. Ma non vi è differenza, a maggior ragione, profetizzare è superiore a predicare e questo è concesso anche alle donne. Come si fa a dire che è proibito alle donne parlare in chiesa quando esse possono profetizzare pubblicamente? Ci sono delle spiegazioni logiche e coerenti sui passi della Scrittura che sembrerebbero comandare alle donne di stare sottomesse e in silenzio. Se i passi dove esce fuori questo divieto fossero un insegnamento universale applicabile a tutte le donne di Dio, invece che un insegnamento temporale dato in passato ad una determinata chiesa dove c’era caos e bisognava mettere ordine, allora i versi delle Epistole Paoline, sarebbero in contrapposizione l’un l’altro.

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Deborah
Dio non avrebbe permesso alle donne della chiesa primitiva di avere i doni dello Spirito, come il profetizzare e parlare in lingue, se parlare in assemblea pubblica fosse stato peccato ai suoi occhi. O dobbiamo forse dire che Dio è contradditorio e afferma un’assurdità?

 

Dio ha chiamato e utilizzato donne predicatori nel Vecchio Testamento:

  • DEBORAH – “In quel tempo era giudice d’Israele una profetessa, Debora, moglie di Lappidoth” (Giudici 4:4,5). Non era solo un magistrato ed una donna di governo, profetessa e predicatrice, “l’Eterno fece governare me fra i potenti” (Giudici 5:13).
  • MIRIAM – Era una profetessa e ministro di musica. (Esodo 15:20; Numeri 12:1; Michea 6:4).
  • HULDAH – “Allora il sacerdote Hilkiah, Ahikam, Akbor, Shafan e Asaiah andarono dalla profetessa Huldah, moglie di Shallum figlio di Tikvah, figlio di Harhas, il guardarobiere, (ella abitava a Gerusalemme nel secondo quartiere), e parlarono con lei” (2 Re 22:14). Cinque uomini vanno a consultarsi con Hulda. Parla ad un’assemblea di uomini ed il suo messaggio è portato alla nazione per produrre un risveglio.
  • LA MADRE DI MAHER-SHALAL-HASH-BAZ: “Mi unii pure alla profetessa, ed ella concepì e diede alla luce un figlio. Allora l’Eterno mi disse: «Chiamalo Maher-Shalal-Hash-Baz” (Isaia 8:3). Era una profetessa.

Dio ha chiamato e donne predicatori utilizzato nel Nuovo Testamento:

  • Il primo messaggio della risurrezione di Cristo è parlato delle donne ad un gruppo di uomini. Gesù risorto è apparso come primo a Maddalena e Maria, le quali sono andate poi a riferirlo ad un gruppo di uomini. (Matteo 28:1-10).
  • Anna, deve avere profetizzato in chiesa, perché non si allontanava dal tempio. (Luca 2:36-38)
  • Filippo aveva quattro figlie che profetizzavano. (Atti 21:9)
  • Priscilla assisteva Paolo nel suoi incontri di risveglio e persino insegnava al predicatore Apollo la via del Signore.
  • Phebe in Romani 16:1-2. Paolo raccomanda Phebe alla Chiesa di Roma ed esorta ad assisterla nel suo lavoro. Era una delle assistenti di Paolo nell’opera del Signore ed era messaggera dell’epistola di Paolo ai Romani.
Priscilla
Priscilla

Non vi è alcun motivo per cui il suono di una donna o un uomo non deve predicare il Vangelo. C’è un disperato bisogno in chiesa per un numero maggiore di servitori e ministri. Gli operai sono pochi, e Dio utilizza tutti coloro che saranno per lui. Alcuni dicono che Dio non permette alla donna di predicare, perché “La donna è stata ingannata”, ma ricordiamo Romani 5:12:

“Perciò, come da un uomo il peccato è entrato nel mondo.”

Essa sembra indicare che Adamo è stato proprio come Eva colpevole e complice per la caduta dell’uomo.

1 Corinzi 14: 34-35 non troviamo nulla sulle donne predicatori. Se Paolo avesse pronunciato questo versetto come regola generale e universale per impedire a tutte le donne dal parlare in chiesa, esse non potrebbero nemmeno insegnare alla scuola domenicale, testimoniare, pregare, profetizzare, cantare, e addirittura essere salvate, e tutto questo sarebbe in contrasto con il resto della Bibbia (Atti 2:4; Atti 2:16-18).

Paolo si trovava piuttosto di fronte ad un problema particolare nella chiesa di Corinto. Le donne non erano educate e colte come lo erano gli uomini; pertanto, le donne non avrebbero dovuto parlare continuamente ai loro mariti in chiesa chiedendo spiegazioni sulla predica. Paolo infatti dice:

“Se vogliono imparare qualcosa, interroghino i loro mariti a casa; perché è vergognoso per una donna parlare in assemblea”.

Se volevano parlare lo potevano fare a casa chiedendo spiegazioni ai mariti che ne sapevano certamente più di loro. Questa regola è ancora utile per la Chiesa di oggi, dove la gente parla e causa confusione durante il culto. Esse non devono parlare in chiesa, ma dopo il servizio cristiano. In questo modo non avrebbero interrotto l’assemblea.

Se una donna non potesse mai parlare in assemblea, non potrebbe nemmeno parlare durante gli incontri di preghiera, i servizi ai giovani, ecc, si po’ forse negare che la Scuola Domenicale, le chiese in casa, gli incontri di preghiera sono parte della Chiesa? La Chiesa di Cristo non è un edificio, ma piuttosto si trova dove sono “due o tre riuniti nel suo nome” (Matteo 18:20), sia essa in una strada, in una tenda, una casa, chiesa, in aula o in qualsiasi altro luogo.

1 Timoteo 2:12 non è una regola generalizzata per tutte le donne di tutte le chiese. Se così fosse, allora la donna non potrebbe parlare e spiegare il messaggio del Vangelo ad un fratello, un marito, un amico, ecc, perché uomini, secondo lo stesso versetto che dice loro di non insegnare agli uomini e di rimanere in silenzio.

Se tutte le donne avessero dovuto restare in silenzio in chiesa, sarebbe stata una disobbedienza a Dio, perché non poteva nemmeno profetizzare, pregare, testimoniare, cantare, esortare, fare un lavoro personale, o addirittura essere salvate.

Ogni volta che un’ interpretazione di un versetto si trova in contraddizione con il resto della Bibbia, vuol dire che questa interpretazione letterale NON è corretta, perchè lo Spirito Santo non sarà mai in contraddizione con la sua stessa Parola.

Questo versetto è il cavallo di battaglia che viene utilizzato dai fondamentalisti per opporsi alla pastorato femminile, anche se non dice nulla circa la predicazione o su un culto pubblico o di servizio chiesa. Ma, al contrario, questo versetto parla in maniera specifica di una situazione che si era venuta a creare nella Chiesa di Efeso. Questo versetto lo si applica ancora a noi oggi. È sbagliato per una donna usurpare l’autorità di suo marito (in chiesa, casa, o in qualsiasi altro luogo), come era il caso di cui si stava occupando Paolo. Lei non dovrebbe cercare di insegnare a lui cose che potrebbero provocare la discordia e la confusione, ma dovrebbe piuttosto essere il silenzio e in soggezione al marito.

Alcuni hanno utilizzato Tito 1:6-7:

sia irreprensibile, marito di una sola moglie, che abbia figli fedeli, che non siano accusati di dissolutezza né insubordinati. Infatti bisogna che il vescovo sia irreprensibile, come amministratore di Dio; non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non violento, non avido di guadagno disonesto.

Se è così, allora il vescovo deve per forza pure essere sposato. Neanche Paolo era sposato, eppure era conduttore di chiese. Questo versetto non potrebbe neppure essere usato per impedire a che delle donne diventino vescovo, perché Dio chiama di fatto delle donne come Debora a sovrintendere il popolo di Dio. Questo versetto dice che il vescovo non può essere bigamo (uomo o donna che sia). Inoltre la Bibbia usa spesso il genere maschile e la parola “uomo” per includere anche le donne. Era così anche nella nostra lingua fino a poco tempo fa. “Quand’anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli…” (1 Corinzi 13:1).

Condannare le donne predicatrici è una grave offesa, perché Dio ha impresso la sua approvazione con il suo Spirito su di loro più volte nell’Antico e Nuovo Testamento, e chi è l’uomo che lotta contro lo Spirito di Dio? O Dio si è sbagliato e ha commesso peccato?

L’atteggiamento di chi condanna le donne che predicano è frutto di un fondamentalismo biblico e di una errata interpretazione delle Scritture, e costoro più che cristiani sono i moderni farisei, tanto che se Gesù dovesse essere qui ora, li ammonirebbe come ha fatto già in passato.

Allora Pietro, cominciando a parlare, disse:

«In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali” (Atti 10:34).

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