La Salvezza per Grazia attraverso la Fede non viene da noi

Salvation-Comes-by-Faith-Through-Grace-Alone[1]Parte del Sermone di C. H. Spurgeon pubblicato giovedì, 7 Ottobre 1915 al Metropolitan Tabernacle, Newington.

“PER GRAZIA VOI SIETE SALVATI MEDIANTE LA FEDE; E CIÒ NON VIENE DA VOI: È IL DONO DI DIO” Efesini 2:8

La salvezza e la fede e tutte le opere della Grazia, non vengono da noi. Innanzi tutto loro non sono dovuti a nostri antichi meriti: loro non sono la ricompensa di antichi buoni tentativi. Nessuna persona non “nata di nuovo” ha vissuto così bene che Dio è costretto a dargli un’ulteriore Grazia e dargli la vita eterna; in altre parole non è più lontano dalla Grazia, ma dal debito. La Salvezza c’è data, non guadagnata da noi. La nostra prima vita è sempre come un vagabondaggio lontano da Dio e la nostra nuova vita di ritorno a Dio è sempre un’opera di misericordia immeritata, riversata su quelli che grandemente ne hanno bisogno, ma che non lo meritavano mai. Non viene da noi, nel più ancestrale significato, cioè che non proviene dalla nostra bravura dimostrata in origine. La salvezza viene dall’Alto; non è mai prodotta in mezzo a noi. Può la Vita eterna essere prodotta dalle costole nude della morte?

Alcuni ci sfidano a dire che la fede in Cristo e la nascita nuova, sono solamente la conseguenza di buone opere, che si producono segretamente in noi per natura; ma in questo, come il loro padre, parlano di se stessi.

Signori, se un erede di collera produce buone opere, diventerà sempre più buono per andare… nel luogo preparato per il diavolo e i suoi angeli!

Tu puoi prendere un uomo non nato di nuovo e lo istruisci nel modo migliore, ma lui rimane e deve rimanere per sempre, morto nel peccato, a meno che un potere più alto entrerà in lui e lo salverà da lui stesso. La Grazia apporta dentro il cuore un elemento completamente estraneo. Non migliora e non perpetua; uccide e vivifica. Non c’è continuità tra lo stato di natura e lo stato di Grazia: l’uno è oscurità e l’altro è luce; l’uno è morte e l’altro è vita. La Grazia, quando viene a noi, è come un tizzone lasciato cadere nel mare, dove si sarebbe certamente spento, non era esso di una certa qualità miracolosa che impedisce le inondazioni e sovrappone il suo regno di fuoco e di luce nelle profondità.

La salvezza per Grazia, attraverso la fede non viene da noi nel senso che essa è il risultato del nostro potere. Noi siamo obbligati a vedere la salvezza come un atto divino, cioè come una creazione, o una provvidenza, o una risurrezione. Ad ogni punto del processo della salvezza questa frase è adatta: “Non viene da voi”. Dal primo desiderio di salvezza al pieno ricevimento di essa mediante la fede, ciò è sempre e solo da Dio e non da noi. L’uomo crede, ma quella fede è solamente un risultato di un più forte impianto di vita divina in mezzo all’anima dell’uomo ad opera di Dio Stesso. Anche la maggiore volontà di essere salvati per Grazia non viene da noi, ma è il dono di Dio. Qui sta il nocciolo della questione.

Prendiamo un uomo che non crede per niente in Gesù: sarebbe un suo dovere ricevere Gesù, che sarebbe Colui che Dio ha mandato come propiziazione per peccati del mondo. Ma quell’uomo non crederà mai in Gesù; lui preferisce qualsiasi cosa alla fede nel suo Redentore. Quell’uomo non ha il cuore per credere in Gesù a vita eterna, a meno che lo Spirito di Dio non lo convinca di giudizio e costringa la sua volontà.

Chiedo che qualche persona salvata guardi indietro alla sua conversione e spieghi come avvenne. Tu ti rivolgesti a Cristo e credesti nel Suo Nome: questi erano i tuoi atti e le tue azioni. Ma che cosa ti causò questa conversione? Quale forza sacra ti convertì dal peccato alla rettitudine?
Attribuisci a te questo rinnovamento singolare, oppure all’esistenza di un qualche cosa migliore di te che non è ancora stato scoperto nel tuo prossimo inconvertito? No. Confessa, che tu saresti stato quello che lui ora è, se non ci fosse stato qualche cosa di potente che ti comunicò la primavera della Sua volontà, illuminò la tua comprensione e ti guidò ai piedi della croce.

Con gratitudine noi confessiamo l’episodio; è stato così. La salvezza per Grazia, attraverso la fede non è da noi e nessuno di noi si sognerebbe di portare qualsiasi gloria a noi in seguito alla nostra conversione, o a qualsiasi altro effetto della Grazia che è fluito dalla prima causa divina.

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