Le donne hanno un’anima?

800[1]Bernardo Rategno, detto anche Bernardo da Como, frate domenicano e “grande inquisitore” morto nel 1510, nel suo libro “De strigiis”, spiega dettagliatamente il suo odio contro le donne “streghe”: all’epoca la Chiesa Cattolica non riconosceva alle donne un’anima, perché le considerava “strumento del demonio” per la dannazione degli uomini, che, nel solo vederle, subivano la tentazione del desiderio!

Documenti su queste affermazioni sono tanti, ma occultati opportunamente in internet e dovunque in generale: nei seminari cattolici, fino agli anni 50 si leggevano a pranzo e cena scritti e documenti che invitavano i futuri sacerdoti a disprezzare sesso e donne.

Famosa è la frase: “Post coitum, omnis animal tristis est”, equiparando l’uomo ad un animale e la donna ad un coito che rende tristi, perché colpevoli per aver ceduto a passioni inutili.

“Come in ogni epoca, la donna può ovviamente appartenere a classi differenti e questo comporta inevitabili differenziazioni. Nel complesso, in età medievale, la condizione della donna era però assai diversa da quello che i pregiudizi spesso ci portano a ritenere: molto diffusa è infatti la diceria secondo la quale la donna nel Medioevo fosse addirittura considerata priva di anima”.
Tale condizione purtroppo non era solo una diceria, ma un sistema sociale diffuso e ben affermato sia nei rapporti sociali, sia nei codici.

Sembra incredibile, ma le storie di milioni di donne sono piene di angherie, violenze e soprattutto attentati alla loro dignità e al loro onore.

Oggi si tende a minimizzare o a dimenticare per sovrapporre nuove informazioni rimaneggiate a documentazioni e situazioni cui si erano scagliati i recenti movimenti di liberazione della donna e le femministe e le post-femministe.

Basti pensare alla lettura della Bibbia che era vietata nel Medioevo: oggi si affermerebbe che le donne nei conventi leggevano la Parola di Dio. Nulla di più falso!
Basti pensare che i conventi femminili, pur considerati luoghi protetti per pregare, lì dove non si amoreggiava, vi si studiavano i libri della patristica, ma mai la sacra scrittura, perché assente in Italia e nei monasteri. Un esempio per tutti: a Montecassino c’era un milione di libri, ma neppure una copia della Bibbia. L’unica Bibbia presente in Itala è la Vaticana, ma è stata “scoperta” in Vaticano nel 1870, solo dopo la presa di Porta Pia.

Esponenti cattolici hanno stornato le accuse antifemministe loro rivolte,  inventando un falso fondamento di tale situazione contro le donne e parlando di una falso concilio di Macon, ovviamente mai esistito neppure come favoletta.

Beato chi ci crede.

La Chiesa Cattolica vuole rifarsi il look e copre col mascara del perbenismo moderno la sua pelle di chiesa maschilista e violenta contro tutti, donne, bambini, evangelici, poveracci e ignoranti in generale. Addirittura si cerca, in Italia, di capovolgere la situazione: erano i protestanti a non dare dignità alla donna!

In un mondo in cui la pubblicità fa tendenza, tutto si gioca su chi la spara più grossa, a scapito della verità storica.

In base all’antifemminismo medioevale era impensabile qualsiasi coinvolgimento della donna al sacerdozio e sia il Papa attuale che i suoi predecessori hanno categoricamente escluso qualsiasi ipotesi di apertura al sacerdozio femminile, in nome di una tradizione che è sempre stata serpeggiante, con punte di acceso fanatismo nel medioevo.

Con tutta la buona volontà è veramente difficile non vedere l’inconcepibile misoginia della Chiesa ed i suoi tremendi riflessi nella nostra vita.

La sana dottrina invece riferisce che le donne occupavano un posto predominante nella leadership della Chiesa (1 Cor. 11:5), predicavano come gli uomini, erano diaconesse, come Feba (Rom, 16:1 e segg.), “collaboratrici in Cristo”, come Prisca, o venivano considerate “insigni tra gli apostoli”, come Giunia (Rom. 16:7). D’altra parte la stessa Bibbia, letta senza pregiudizi di sorta, mostra nei riguardi della donna maggiore considerazione di quanto non facessero i Padri della Chiesa.

Nell’undicesimo secolo addirittura la Chiesa Cattolica costrinse i sacerdoti al celibato: la sua tradizionale misoginia ne risultò, pertanto, fortemente accentuata.

Molti sono stati i Padri della Chiesa, di cui stranamente se n’è persa quasi traccia, che hanno accentuato il loro ruolo di persecutori, cominciando ad imprecare contro le donne, attingendo a un repertorio comune di insulti gratuiti espressi con un linguaggio rozzo, violento, sprezzante, che mirava senza mezzi termini alla loro demonizzazione.

Le gerarchie ecclesiastiche cattoliche hanno attuato una progressiva emarginazione della donna, mediante una campagna di diffamazione, lenta ma inesorabile, che l’ha ridotta a un soggetto impuro e quindi niente affatto idonea a svolgere un ruolo sacro. Basta leggere anche il libro di Umberto Eco, Il nome della rosa, per rendersi conto di che inferno doveva essere la condizione femminile in generale.

Tertulliano, San Geronimo, Sant’Odo da Cluny e Sant’Agostino, il peccatore pentito, che, prima di diventare vescovo di Ippona, aveva praticato tutte le perversioni sessuali di questo mondo, riempirono pagine e pagine di espressioni, che oggi sarebbe vergognoso rivolgere persino ad un animale: “Abbracciare le donne è come abbracciare un mucchio di letame, la donna è figlia della falsità, sentinella dell’inferno, nemica della pace, la donna è la porta dell’inferno, la strada che porta all’iniquità, la puzza dello scorpione” Le donne dovrebbero essere segregate, perché sono la causa delle involontarie erezioni degli uomini santi”.

Nulla da invidiare al più becero fanatismo islamico!

Mentre nel mondo cattolico la donna veniva demonizzata, nel mondo protestante si è cercato di valorizzare la donna, anche nel suo ruolo, mai avuto, di finte streghe: la festa di Halloween rende in qualche modo giustizia come una rivalsa sociale e forse anche storica.

Nel mondo evangelico la donna ha sempre avuto un ruolo dignitoso, attribuendole l’indispensabile supremazia per la conduzione della famiglia e la stessa capacità lavorativa dei maschi.

Inoltre la Bibbia dice che le donne, come gli uomini, hanno un corpo, un’anima e uno spirito!

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