L’Elezione Incondizionata

LAS_DoctrinesOfGraceSeptember[1]La specie umana si trova in condizione d’essere totalmente depravata, priva d’ogni bene rispetto a Dio, e quindi fondamentalmente ed irrimediabilmente condannata. La sua eventuale salvezza dipende esclusivamente dall’iniziativa di Dio, il quale può decidere, se vuole, di salvare un certo numero di suoi membri, sottraendoli al loro destino. Questo è esattamente ciò che Dio ha compiuto, ed è ciò che esamineremo in questo capitolo. In che modo Egli lo abbia fatto, lo vedremo nei prossimi tre capitoli.

Se la dottrina della Totale Incapacità (Depravazione) o Peccato Originale, fosse ammessa, ne conseguirebbe, per logica inevitabile, la dottrina dell’Elezione Incondizionata. Se, come ci dice la Bibbia e la nostra esperienza, ogni essere umano, per natura, è in condizione di colpevolezza e di depravazione, condizione dalla quale esso è del tutto incapace di uscirvi e privo di qualunque possibilità di pretenderne da Dio liberazione, ne consegue che, semmai qualcuno possa essere salvato, è Dio che deve scegliere chi sarà l’oggetto della Sua grazia” (Loraine Boettner, p. 95, The Reformed Doctrine of Predestination).

Che cos’è l’elezione incondizionata?

La parola ‘eletto’ deriva dal latino electus, da eligo (e, fuori di, con lego, scegliere – scegliere fuori, estrarre). Letteralmente significa ‘raccogliere, scegliere, estrarre, fare una cernita.

Incondizionata significa: non limitato da condizioni o requisiti di sorta.

Con questa dottrina intendiamo, perciò, che Dio, nell’eternità, abbia scelto o estratto dall’umanità chi avrebbe poi portato in condizione di salvezza (per mezzo del sacrificio di Cristo e dell’opera dello Spirito Santo), per nessun’altra ragione che il Suo proprio saggio, giusto e misericordioso beneplacito o proposito.

Che cosa non è l’elezione incondizionata?

(1) Per elezione incondizionata noi non intendiamo affermare che sia l’essere umano a scegliere Dio oppure gli eletti alla salvezza (non si tratta, per esempio, dell’ipotetico scenario in cui Dio getta il Suo voto, e il diavolo, il proprio, e si crea una situazione d’impasse, uno ad uno. Qualunque sia ora il tuo voto, è il fattore decisivo. No, solo Dio è Colui che effettua quest’elezione. “In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui” (Ef. 1:4). ” Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo” (Gv. 15:16). La parola eletto (eklektos), deriva da eklegomai, tradotta scelto. Dio sceglie, o elegge, non l’essere umano.

(2) Non intendiamo nemmeno che Dio elegga il peccatore nel tempo o quando il peccatore riceve Cristo come proprio Salvatore. Dio scelse un numero di persone in Cristo “prima della creazione del mondo” (Ef. 1:4), prima ancora che gli eletti esistessero. Dio ha sempre scelto i Suoi eletti in Cristo, perché Dio è perfetto ed immutabile (Ma. 3:6), e non ha bisogno di integrare le Sue conoscenze, pensare nuovi pensieri, o fare improvvisi cambiamenti o scelte.

(3) Nemmeno intendiamo affermare che Dio scelse per la salvezza ogni creatura umana senza eccezione. Se fosse così, molti fra quelli che Dio avrebbe eletti non sarebbero salvati. Nonostante l’elezione. Dio allora sarebbe sconfitto e frustrato, un fallimento unico. Qualcuno ha detto: “Che cos’è l’inferno?…. Ve lo dico io, e lo dico con profondo rispetto. L’inferno è uno spaventevole monumento al fallimento del Dio trino nel salvare le moltitudini che vi risiedono. Lo dico con rispetto, lo dico con tutti i miei nervi tesi: i peccatori vanno all’inferno perché l’Iddio onnipotente stesso non ha potuto salvarli! Ha fatto tutto quello che poteva, ma ha fallito”. Tutto questo non è vero. E’ una bestemmia. “Egli non verrà meno” (Is. 42:4). Dio fa tutto quello che Gli piace. “Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli. E quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati, quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati” (Ro. 8:29,30). Notate in questa citazione la parola “quelli“. Se Dio avesse scelto per la salvezza tutti senza eccezione, tutti avrebbero l’esperienza della chiamata efficace per essere giustificati e glorificati. Perché tutti coloro che (e nessun altro) che Dio si è proposto di salvare ed ha predestinato, alla fine saranno glorificati. Ciascuno di loro!

(4) Non intendiamo nemmeno che, quando la Bibbia parli d’elezione, intenda solo la scelta che Dio fa fra i cristiani per destinarli a particolari servizi, e non alla salvezza. La Scrittura dice: “Dio vi ha eletti fin dal principio per salvarvi, mediante la santificazione dello Spirito e la fede nella verità” (2 Ts. 2:13).

(5) Non intendiamo semplicemente che Dio scelse di salvare chi avrebbe poi creduto in Suo Figlio. Si tratta del concetto che Dio eleggerebbe un progetto, e non delle persone. Dio però scelse delle persone affinché credessero. “Dio vi ha eletti fin dal principio… mediante …la fede nella verità” (2 Ts. 2:13). “I gentili, udendo queste cose, si rallegrarono e glorificavano la parola del Signore; e tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero” (At. 13:48).

(6) Non ne deduciamo che Dio, nel mettere in operazione l’elezione, non usi dei mezzi, come cercheremo di provare nei prossimi tre capitoli. “Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch’io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu sepolto e risuscitò al terzo giorno secondo le Scritture… Infatti, poiché nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio per mezzo della propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare quei che credono mediante la follia della predicazione… Perché anche se aveste diecimila educatori in Cristo, non avreste però molti padri, poiché io vi ho generato in Cristo Gesù, mediante l’evangelo” (1 Co. 15:3-4; 1:21; 4:15).

(7) Non intendiamo che Dio elegga creature umane “prevedendo” che esse si sarebbero ravvedute, avrebbero avuto fede o avrebbero, da parte loro, compiuto buone opere. “Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli” (Ro. 8:29), “…eletti secondo la preordinazione di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, per ubbidire e per essere aspersi col sangue di Gesù Cristo” (1 Pi. 8:2), non significa una preconoscenza su persone, ma una preconoscenza di persone. Cristo dice ai malvagi: “Io non vi ho mai conosciuti” (Mt. 7:23), sebbene certamente sapesse di loro. Romani 8:29 non rende oggetto della preconoscenza di Dio la fede degli eletti, ma gli eletti stessi. Cambiare questo per conciliarlo con una teoria, significa manipolare la sacra verità e, alla luce d’Ap. 22:18,19, è pericoloso (Fred Kramer, The Abiding Word, Vol. I, p. 528).

(8) Non intendiamo che Dio semplicemente scelga per la salvezza nazioni o razze, e non individui. A Geremia, Iddio disse: “Prima che io ti formassi nel grembo di tua madre, ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, ti ho consacrato e ti ho stabilito profeta delle nazioni” (Ge. 1:5). Elezione personale. Ancora: “Quando piacque a Dio, che mi aveva appartato fin dal grembo di mia madre e mi ha chiamato per la sua grazia, di rivelare in me suo Figlio, affinché l’annunziassi fra i gentili” (Ga. 1:15,16). Elezione personale. Tutti gli eletti, non sono forse fatti d’individui? “noi che egli ha chiamato, non solo fra i Giudei ma anche fra i gentili?” (Ro. 9:24).

Prove dell’elezione incondizionata

(1) Nella Parola di Dio

Che le Sacre Scritture insegnino chiaramente l’elezione, è chiaro per tutti coloro che le leggono. Eccone solo alcuni riferimenti.

“Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica” (Ro. 8:33).

“Non vendicherà Dio i suoi eletti che gridano a lui giorno e notte. Tarderà egli forse ad intervenire a loro favore?” (Lu. 18:7).

“Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo, secondo la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verità che è secondo pietà” (Tt. 1:1)

“conoscendo, fratelli amati da Dio, la vostra elezione…” (1 Ts. 1:4).

Come scrisse Charles H. Spurgeon: “Se nella Scrittura vi sono persone chiamate ‘gli eletti’, vi deve essere un’elezione” (Election, Vol. II, Mem. Library).

(2) Nelle vie di Dio

  • Nell’Antico Testamento, Iddio chiama Abele, il più giovane, mentre passa oltre a Caino, il più vecchio (Ge. 4:1-5).
  • Cam e Jafet vengono ignorati, mentre Sem, il più giovane, viene scelto come colui dalla cui discendenza sarebbe nato il Messia (Ge. 9:24-27).
  • Ad Abram, il più giovane, non a Nachor, il fratello più anziano, viene data l’eredità di Canaan (Gen. 11:22-12:9).
  • Ad Esaù, quello dal cuore generoso e dallo spirito gentile, viene negata la benedizione, sebbene la desiderasse ardentemente e con lacrime (Eb. 12:16,17), mentre Giacobbe, il furbo, l’ingannatore, viene reso vaso d’onore (Ge. 27).
  • Sebbene sia l’undicesimo figlio, Giuseppe è colui che riceve l’onore di una doppia porzione (Ge. 48:22; 49:22-26).
  • Quando Giacobbe, guidato da Dio, sta benedicendo i figli di Giuseppe, Efraim, il più giovane, viene preferito a Manasse, il più anziano (Ge. 48). …e questi esempi sono presi solo dal primo libro della Bibbia! (A. W. Pink, The Doctrine of Election, p. 9).
  • Nell’Antico Testamento, Iddio si sceglie una nazione eletta, Israele (Is. 45:4). Perché viene scelta? Eppure “Siete stati ribelli all’Eterno, dal giorno che vi conobbi” (De. 9:24). “Poiché tu sei un popolo consacrato all’Eterno, il tuo DIO; l’Eterno, il tuo DIO ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. L’Eterno non ha riposto i suo amore su di voi né vi ha scelto, perché eravate più numerosi di alcun altro popolo; eravate infatti il più piccolo di tutti i popoli; ma perché l’Eterno vi ama e perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri, l’Eterno vi ha fatto uscire con mano potente e vi ha riscattati dalla casa di schiavitù, dalla mano del Faraone, re d’Egitto” (De 7:6-8). A molte nazioni pagane Dio passa oltre, eccetto che per un resto (come Ruth la moabita, Ru. 2:12, e Naaman il siro, 2 Re 5:1-19).
  • Che Dio elegga non può essere negato dalla storia. Leggete Atti 16:6-12, e poi ditemi perché l’Evangelo sia venuto in Europa e non in Asia. Perché una nazione viene scelta e non un’altra? Perché ad alcuni angeli fu permesso di cadere (Gd. 6) mentre altri angeli furono eletti (1 Ti. 5:21).
  • Ai nostri giorni, ed ogni giorno, perché alcuni nascono ricchi, altri poveri, alcuni malaticci ed altri vigorosi di salute, alcuni con la pelle scura, altri con la pelle bianca, alcuni prestanti e belli, altri brutti o comuni? La risposta è solo una di due: o Dio o il Cieco Destino.

Gli effetti dell’elezione incondizionata

Sebbene questo verrà trattato più ampiamente nei due ultimi capitoli di questo saggio sotto l’intestazione della Grazia Irresistibile (in cui per grazia sovrana, Gesù Cristo promette: “Tutto quello che il Padre mi dà verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori” Gv. 6:37) e della Perseveranza, o preservazione dei santi (in cui Cristo promette che le Sue “pecore” non “periranno mai” Gv. 10:27-30), sia sufficiente aggiungere i segg. Pensieri:

  1. Essa magnifica la sovranità di Dio. Dà gloria a Dio.
  2. Essa fa si che Dio sia Dio. Il Dio arminiano è un Dio troppo piccolo. Può essere trascinato in giro come più ci piace, come un cane al guinzaglio, secondo quello che passa per la mente dell’uomo. Il Calvinismo presenta Dio non come un cane, ma come un Despota! Un despota è un monarca assoluto, un autocrate, un “duro padrone” (così appare a chi non è rigenerato, Mt. 25:23), un tiranno. La parola deriva dalla lingua greca: despotes, e ricorre nel Nuovo Testamento. Atti 4:24 “Signore, tu sei il Dio che hai fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi”, nell’originale: “Despota, su ho poiêsas ton ouranon kai tên gên kai tên thalassan kai panta ta en autois”. La stessa parola ricorre in Lu. 2:29; 2 Pi. 2:1, e Ap. 6:10. Essa magnifica la grandezza di Dio.
  3. Essa pure magnifica la grazia di Dio. Dopo averci detto come veniamo eletti e predestinati, lo Spirito Santo dice che questo è: “a lode della gloria della sua grazia mediante la quale egli ci ha grandemente favoriti nell’amato suo Figlio” (Ef. 4:6). Cristo ama i Suoi (Gv. 13:1), sebbene per natura essi non siano che figli d’ira (Ef. 2:3), figli del Diavolo (Gv. 8:44), nemici di Dio (Ro. 5:10), eppure Cristo li ama e muore per loro (Ro. 5:8), e li rende nuove creature (2 Co. 5:17,18), lavando via da loro ogni sozzura, alla vista di Dio, per sempre (1 Gv. 1:7). Non è forse questa grazia?
  4. L’elezione incondizionata manifesta la salvezza dei peccatori. Mostra grazia ai colpevoli. Essa dice che Dio porta salvezza. Confonde la questione chi dice: “Perché Dio dopo tutto si propone di salvarci? Ora io so che alcuni di voi direbbero: per salvarci all’inferno, il che, naturalmente, è sbagliato. Altri direbbero, per portarci in cielo quando muoiamo, ma questo ancora è sbagliato…”. Questo non è sbagliato! Certo, Egli ci ha eletto per molto più che questo, come prosegue a dire chi ci contesta questo punto, ma Iddio pure ci ha eletto per salvarci dall’inferno e per il cielo. “noi siamo obbligati a rendere del continuo grazie per voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha eletti fin dal principio per salvarvi, mediante la santificazione dello Spirito e la fede nella verità” (2 Ts. 2:13). Non si tratta forse di una parte importante della vostra salvezza? La salvezza include la glorificazione nel Cielo, come pure la chiamata, la giustificazione e la santificazione in questa vita. Quindi, l'”elezione” in Israele ha e otterrà la salvezza da parte di Dio (Ro. 11:5-7); a questo Israele salvato di Dio verranno aggiunti eletti scelti fra i popoli pagani (Ro. 11:17-27). Essendo predestinati, essi vengono chiamati (Ro. 8:29,30) e resi spiritualmente viventi per volontà di Cristo (Gv. 5:21). Dio opera in loro sia il volere che l’operare secondo il Suo beneplacito (Fl. 2:12,13), facendo in modo che si ravvedano (2 Ti. 2:25) e che credano (1 Co. 3:5; Ef. 2:8). Di tutto questo Egli è Autore e Compitore (Eb. 12:2). L’ordinazione a vita porta con sé fede salvifica (At. 13:48). Quant’è diverso questo da ciò che affermano alcuni nostri critici: “L’elezione è la parte che Dio ha fatto, credere è la parte che deve fare l’uomo”! “Come se le Scritture insegnassero che ci sia stata data solo la capacità di credere, e non la fede stessa.
  5. L’Elezione rende certa la salvezza. Non c’è alcuna accusa che possa essere sollevata contro gli eletti perché essi non siano salvati, Cristo, infatti, è morto per loro e prega per loro (Ro. 8:33-24). Essi sono santi perché sono stati scelti per essere santi (Ef. 1:4). Essi sono pieni di buone opere perché sono stati ordinati in vista di quelle buone opere (Ef. 2:8-10). Essi sono ubbidienti perché sono stati eletti in vista dell’ubbidienza (1 Pi. 1:2). Non che essi possedessero santità, buone opere o obbedienza che fosse stata prevista da Dio, e quindi che motiva la loro elezione. E’ vero l’opposto: è stata la loro eterna elezione a rendere possibili queste virtù (date loro da Dio, 1 Co. 15:10). Insegnare altrimenti significa sovvertire quanto la stessa Parola di Dio dice. Non diventiamo colpevoli di mettere gli effetti prima delle cause.
  6. L’elezione incondizionata insegna non meno che Dio opera la santificazione nei Suoi eletti. Se siamo eletti, dovremmo indossare l’uniforme appropriata: “Vestitevi dunque come eletti di Dio santi e diletti, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza, sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro, e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi. E sopra tutte queste cose, rivestitevi dell’amore, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati in un sol corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti. La parola di Cristo abiti in voi copiosamente, in ogni sapienza, istruendovi ed esortandovi gli uni gli altri con salmi, inni e cantici spirituali, cantando con grazia nei vostri cuori al Signore. E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui” (Cl. 3:12-17). Gli eletti di Dio gridano a Dio notte e giorno (Lu. 18:7). Qui non c’è fatalismo alcuno, nessun “Posso vivere come mi piace, se sono eletto, sono eletto, ecc.”. Dobbiamo con ogni diligenza rendere sicura la nostra vocazione ed elezione, verso noi stessi e gli altri, esprimendo le cristiane grazie. Vi dovrà essere una separazione dal mondo (nel senso di 1 Gv. 2:15-17). Cristo dichiara ai Suoi discepoli: “Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia” (Gv. 15:19).

L’estensione della salvezza incondizionata

Nella salvezza, essa si estende solo a coloro che credono in Cristo. Credere, però, non è causa di elezione: manifesta solo il fatto di essere stati eletti (1 Ts. 1:4,5; At. 13:48). Tutti coloro che sono scelti da Dio (Mr. 13:20), saranno raccolti intorno a Cristo alla Sua seconda venuta (v. 27). Essi verranno tutti a Cristo (Gv. 6:37).

Perché Dio non elegge a salvezza tutti? Perché dovrebbe? Egli non ci deve nulla. “La meraviglia delle meraviglie è, non che Dio, nel Suo infinito amore e giustizia, non abbia eletto a tutti coloro che appartengono a questa razza colpevole, ma che Egli di fatto ne abbia scelti alcuni” (Mt. 11:25-27). Chi siamo noi per mettere questo in discussione? (Ro. 9:18-20). Il Creatore chiede: “Non mi è forse lecito fare del mio ciò che voglio?” (Mt. 20:15).

Dove vi è elezione di alcuni, vi è pure, per logica, la reiezione di altri. Scegliendo a salvezza alcuni della razza di Adamo, Dio non sceglie altri. “Che diremo dunque? C’è ingiustizia presso Dio? Così non sia” (Ro. 9:14). “Tutti possono vedere come un governatore, perdonando ad alcuni la loro pena, danneggi gli altri che vengono perdonati. Quelli che vengono perdonati sono in prigione perché il governatore abbia rifiutato loro il perdono, ma perché erano colpevoli di crimini verso lo stato” (C. D. Cole, pp. 13-14, The Bible Doctrine of Election).

“L’elezione non è la causa per qualcuno di andare all’inferno, perché l’elezione è a salvezza”

Si potrebbe però osservare, in opposizione a Romani 2:11 “Dio così fa differenza fra le persone!”. “Quando le Scritture ci dicono che Dio non fa discriminazioni fra gli uomini, esse intendono che il modo in cui Dio tratta le creature umane non è determinato da differenze esteriori di razza, ceto, posizione sociale, o cose di questo genere. La Scrittura è chiara su questo punto: vedi 2 Sa. 14:14; At. 10:34; 1 Pi. 1:17. “Fare discriminazioni significa fare una differenza fra persone che ugualmente meritino un premio. Non è però una discriminazione fare una differenza fra persone che solo meritano il peggio”.

Che Dio non sia parziale nel scegliere alcuni a vita eterna, può essere osservato bene leggendo 1 Co. 1:26-31.

C’è una grande differenza dell’elezione dei salvati e nella reiezione del resto dell’umanità. Nell’eleggere i salvati, Dio va loro incontro e li rigenera secondo il Suo proprio sovrano volere (Gv. 1:13; Gm. 1:18), indipendentemente dalla loro volontà (Ro. 9:16-18). Una divina interferenza! Egli impartisce ciò che è loro necessario per la salvezza (Ef. 1:13) in Cristo. Nella reiezione del resto dell’umanità, non abbiamo un tale incontro.

In tutto questo siamo di fronte ad un mistero più profondo ancora. Se Dio non desidera l’esistenza (e quindi il meritato castigo) dei reprobi, o non eletti, perché lo permette? A questo riguardo si deve studiare e credere testi come questi Pr. 16:4; 1 Pi. 2:8; Gd. 4; 2 Pi. 2:12; Ap. 17:17. “Non esitiamo a dire con Agostino,” dice Giovanni Calvino: “Dio potrebbe convertire in buona la volontà del malvagio, perché Egli è onnipotente. E’ evidente che potrebbe. Allora, perché non lo fa? Perché non lo desidera. Il perché non lo desideri rimane un mistero celato in Sé stesso” (Istituzione, Vol. II, p. 233).

Dicono però alcuni: “Possibile che questo non lasci alla creatura qualcosa da fare?“. Io rispondo: “Ma che cosa vorrebbe mai fare? Supponete che io vi dica: a voi resta soltanto il piangere per i vostri peccati. Potreste voi però creare una lacrima? Non potete né crearne una né impedirne il flusso. Supponete che non vi resti che pregare. Potete voi creare lo spirito della preghiera?” … Potete ravvedervi? Credere? Improvvisamente amare Cristo. No, non è in vostro potere (1 Co. 4:7).

“Ci sono altri che dicono: “E’ duro per Dio sceglierne alcuni e lasciare altri”. Vorrei però farvi solo una domanda. C’è forse qualcuno fra voi che desideri essere santo, che desideri essere rigenerato, abbandonare il peccato e camminare nella santità? “Si, c’è”, dice uno, “io”. Allora Dio ti ha eletto. Un altro però dice: “No, non voglio essere santo. Non voglio abbandonare la mia concupiscenza ed i miei vizi”. Perché allora dovresti lamentarti che Dio non ti abbia scelto? Perché se tu fossi stato eletto, a te questo non piacerebbe, secondo quanto tu stesso affermi” (Charles H. Spurgeon, Election, New Park Street Pulpit, Vol. I, p. 316).

Amato lettore, dopo aver letto tutte queste pagine, ricorda almeno questo: Dio
non rifiuta mai la Sua misericordia a coloro che sinceramente la desiderano! Cristo non solo dice: “Tutto quello che il Padre mi dà, verrà a me”, ma Egli aggiunge, “e chi viene a me io in nessun modo lo caccerò via” (Gv. 6:37). Se la prima parte di questo versetto, per te è un mistero, l’ultima non lo è.
E’ certo che tu non sai se il Padre dall’eternità ti abbia affidato a Cristo, ma puoi sapere che se vai con fede a Gesù Cristo, Egli lo ha fatto (1 Co. 1:4-10). Egli certamente ti riceverà! Per questo possiedi la Sua promessa di grazia. Desideri venire a Lui ora? Che lo Spirito Santo te lo conceda. Amen.

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Non ci sono commenti
  1. Eremitica dice

    Cara ChristianFaith, appena ho due minuti di tempo leggo tutto quanto, anche se in fondo ho sempre creduto nell'elezione da parte di Dio dei suoi, perchè è palese nella scrittura (altro passo che mi ha sempre fatto questionare con i fratelli cattolici non sai quanto…).

    Intanto ti lascio il link del mio blog, mezzo vuoto, perchè ho cancellato tutto ciò che non è conforme alla Parola…pur in attesa di comprendere cosa fare…e visto che avevo un account facebook attivo da mesi, ti mando una email con il nome con cui puoi aggiungermi.

    Un abbraccio…Moira

  2. ChristianFaith dice

    Moira, ti consiglio di leggerlo bene questa articolo, è pieno di riferimenti biblici e molto interessante!
    Sono contenta che tu sia uscito allo scoperto e abbia anche un blog sulla verità senza paura. RIcordati che non bisogna vergognarsi della parola di Dio, ma bisogna testimoniarla senza aver paura di essere allontanati o derisi o umiliati o incompresi! Io ci ho fatto il callo! 😉
    Dio ti benedica!

  3. Eremitica dice

    Più che altro, apparte la mia famiglia che ormai mi considera una fuori di testa solo perchè per me Gesù è sopra anche a mia figlia (e non perchè non la ami…ma perchè riconosco che lei è un dono di Dio e se sono mamma è anche perchè Dio mi ha concesso questo privilegio), provo dolore nell'allontanare certe persone per le quali provo affetto come il frate che stimo moltissimo e con cui tante volte mi sono sfogata. Questo è il mio dilemma più che altro. Comunque si, ho deciso, perchè non riesco proprio più a sopportare certe esagerazioni. Adesso marito e figlia permettendo provo a leggere. 🙂

  4. ChristianFaith dice

    Ma tu non devi allontanare proprio nessuno! 🙂 Tu devi tenere i contatti con tutti, devi solo vederala in modo diverso: hai un'altra confessione cristiana, ma continui a considerarli fratelli. Nessuno ti può costringere o farti sentire obbligata a seguire una determinata religione o culto.
    In quanto alla tua bambina e all'impressione dei tuoi anche a me accade cosi con la mia famiglia, ma non possono capire cosa intendiamo: I FIGLI SONO DONO DELL'ETERNO!

  5. Eremitica dice

    Non sono io a volerle allontanare, ma nel momento in cui dichiarerò al Frate di non condividere più la dottrina cattolica in certi suoi punti, è naturale che sarà lui ad allontanarmi, più che altro perchè la mia presenza nel convento non sarà più capita e compresa. Tutto quì. Ma comunque scegliere Cristo radicalmente e completamente ho capito da tempo che non può essere indolore…

  6. ChristianFaith dice

    Allora, se sono loro ad allontanarti, non porti il problema, è inevitabile, questo deve succedere:

    Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati. 2Timoteo 3:12

    Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo (<- nota la predestinazione dei cristiani!), perciò il mondo vi odia. Giovanni 15:19

    Sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine, sarà salvato. Marco 13:13

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