Caro amico,
Le leggi del Vaticano sul matrimonio influiscono su milioni di persone nel mondo intero, specialmente in nazioni cattoliche come l’Italia, dove il Vaticano ha stabilito un accordo legale con lo stato, per il quale la legge canonica [della chiesa cattolica] vincoli civilmente i cittadini italiani di religione cattolica.

Molti cattolici vivono sottoposti ad un forte senso di colpa a causa delle leggi cattoliche sul matrimonio. Questo tema molto scottante, se trattato in modo adeguato, può essere un fattore determinante per presentare l’Evangelo a quei cattolici che sono oppressi dal senso di colpa.

La chiesa cattolica non riconosce la validità del divorzio civile. Senza un annullamento, quindi, ai cattolici che così sono divorziati, viene proibito di accostarsi all’Eucaristia che, dopo il Battesimo, è lo strumento centrale per mezzo del quale essi ritengono di essere “a posto” con la “madre chiesa” e quindi, con Dio stesso. Per questa ragioni è essenziale che voi abbiate una comprensione corretta del matrimonio.

Vostro nella grazia del prezioso Salvatore
Richard Bennett

Per favore, spedite questo articolo via E-Mail ad altri che potrebbero esserne interessati. Sono molti gli italiani che soffrono sotto le spietate leggi del Vaticano.

L’ingerenza del Vaticano nei matrimoni

Il matrimonio è un’ordinanza stabilita da Dio alla creazione e che riguarda tutta l’umanità. Come Signore sovrano sulla Sua creazione, Dio stabilì che il maschio e la femmina, a tempo debito, lasciassero padre e madre e si sposassero: “Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne” (Genesi 2:24). Sin dall’inizio a sposarsi sono sia credenti che non credenti, perché l’ordinanza del matrimonio riguarda tutta l’umanità. L’umanità non può alterare questa istituzione stabilita da Dio sin dalla creazione.

Per facilitare, far rispettare e vegliare sui vincoli del matrimonio, Dio, cosi, ha fatto uso di strumenti come le famiglie, i clan, le tribù ed i governi. A causa, però, della natura decaduta dell’essere umano, queste istituzioni, in vario grado, non hanno sempre promosso la monogamia permanente come divina legge sul matrimonio. Persino alcuni del popolo di Dio hanno seguito le norme corrotte della società, piuttosto che la legge di Dio. Quando i governi permettono che il matrimonio cada in discredito, queste istituzioni stesse cadono sotto il giudizio di Dio3. Lo stesso Signore Gesù conferma e rafforza il comando della creazione a proposito del matrimonio, e spiega come esso rappresenti la volontà di Dio per il Suo popolo: “Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi” (Matteo 19:6). Coloro che sono in Cristo Gesù dovrebbero, come luce in un mondo decaduto, nell’ambito del loro matrimonio, riflettere la loro unione con il Signore. Il vero popolo di Dio dovrebbe essere lo strumento privilegiato che Dio usa per sostenere il matrimonio, perché esso possiede la rivelazione della Scrittura e la potenza dello Spirito Santo.

La Bibbia non prescrive nulla al riguardo del modo con il quale celebrare il matrimonio. Le cerimonie differiscono da nazione a nazione, ma non dovrebbero essere mai considerate nulla di più che un riconoscimento pubblico del rapporto stabilito da un uomo con una donna di fronte a Dio, loro Creatore. Eppure, dato che il matrimonio comporta importanti conseguenze per quanto riguarda obblighi sia pubblici che privati, è appropriato e necessario che si celebri una qualche cerimonia, e che essa debba essere pubblica, proprio per non dare adito a dubbi sulla sua effettiva realtà.

Un presunto potere assoluto sul matrimIl Papato si è immischiato in molti modi nel matrimonio: lo ha definito in modo tale da servire ai suoi propositi, ha fatto a pezzi alcuni voti matrimoniali, ed ha messo insieme stipulazioni che il Creatore non aveva mai inteso. Sebbene la Chiesa cattolica formalmente dica di sostenere il matrimonio così come Dio lo intese fin dall’inizio nel suo significato di base e nelle sue strutture, le cose stanno molto diversamente per quanto riguarda le leggi alle quali l’ha sottoposto ed alla loro prassi. La Chiesa cattolica afferma di avere autorità assoluta sul matrimonio.

La Chiesa cattolica pretende di avere autorità assoluta in materia matrimoniale e quindi esso esercita una legislazione totalizzante sul matrimonio, persino sulla sua validità e scioglimento.

Per esempio, il papa Leone XIII, quando, a suo dire, essa le era stata usurpata dallo Stato, rivendicava autorità assoluta sull’istituzione del matrimonio.

Nel suo magistero afferma: “Cristo affida “il governo dei matrimoni alla Chiesa”, che ha sempre esercitato il suo potere “in tal maniera che chiaro apparisse come esso fosse soltanto proprio di lei”, senza riconoscere nessuna autorità agli Stati sui principi fondamentali del connubio”4. Nel Codice di Diritto Canonico, la Chiesa cattolica afferma: “Le cause matrimoniali dei battezzati per diritto proprio spettano al giudice ecclesiastico”. Nelle Sacre Scritture il matrimonio viene dichiarato essere rispettabile in tutte le sue componenti: “Il matrimonio sia tenuto in onore da tutti e il letto coniugale non sia macchiato da infedeltà” (Ebrei 13:4). Questa è l’ordinanza di Dio e non quella d’alcuna chiesa. Esso dovrebbe essere onorato da tutti e non negato ad alcuno per il quale Dio l’abbia fatto. Esso è onorevole perché Dio l’ha istituito per l’uomo fin dall’inizio e così l’ha chiamato ad essere. Egli sposa e benedice la prima coppia, i progenitori dell’umanità, per guidare in questa grande istituzione tutti coloro che guardano a Dio. Si tratta di una cosa così chiara che si dovrebbe pensare che tutta l’umanità vi concordasse.

La Chiesa di Roma, però, non è d’accordo. Tutte le caratteristiche secolari del matrimonio, espresse qui sopra, vengono fortemente contrastate dalla Chiesa cattolica romana. Questo accadde a cominciare dal dodicesimo secolo, quando la Roma papale prese il controllo del matrimonio e cominciò a legiferare sulla validità od invalidità di tutti i matrimoni, sia di re che
di contadini6. Questa acquisizione di controllo da parte di Roma sul matrimonio, è stata così uno degli strumenti più potenti per promuovere il potere del Cattolicesimo a livello mondiale.

Che non si tratti di un fenomeno “vecchio” o “superato”, può essere rilevato nel Codice di Diritto Canonico del 1983, dove il Vaticano si mosse per consolidare il suo potere sul matrimonio.

Per esempio, il Vaticano stabilisce l’età in cui ci si può sposare, legiferando che:

“L’uomo prima dei sedici anni compiuti, la donna prima dei quattordici pure compiuti, non possono celebrare un valido matrimonio”. Inoltre, secondo la legge cattolica, un matrimonio fra un cattolico ed una persona non battezzata, è legalmente invalido: “È invalido il matrimonio tra due persone, di cui una sia battezzata nella Chiesa cattolica o in essa accolta e non separata dalla medesima con atto formale, e l’altra non battezzata”.

Lo stesso Vaticano pure legifera che l’impotenza sessuale da parte di un uomo e di sua moglie, rende il matrimonio legalmente invalido: “L’impotenza copulativa antecedente e perpetua, sia da parte dell’uomo sia da parte della donna, assoluta o relativa, per sua stessa natura rende nullo il matrimonio”.

Il Papa, inoltre, si riserva il diritto di sciogliere un matrimonio non consumato, anche se una persona non è consenziente. Il Canone 1142, infatti, così legifera: “l matrimonio non consumato fra battezzati o tra una parte battezzata e una non battezzata, per una giusta causa può essere sciolto dal Romano Pontefice, su richiesta di entrambe le parti o di una delle due, anche se l’altra fosse contraria”. Sebbene sia essenziale per un matrimonio il riconoscimento pubblico del rapporto, il Canone 1130 legifera persino sui matrimoni segreti: “Per una grave e urgente causa l’Ordinario del luogo può permettere che il matrimonio sia celebrato in segreto”. Questo “matrimonio segreto” è così nascosto e clandestino, che il Vaticano dichiara solennemente: “Il matrimonio celebrato in segreto sia annotato solo nello speciale registro da conservarsi nell’archivio segreto della curia”.

Questa è solo una piccola porzione di più di 110 leggi che i cardinali ed i vescovi della Chiesa di Roma legiferano per il popolo cattolico sparso per il mondo.

I matrimoni mistIl controllo del Vaticano sul matrimonio e sul letto coniugale diventa particolarmente manipolatorio in ciò che essi chiamano “matrimoni misti”. I matrimoni misti sono stati e continuano ad essere uno dei modi più efficaci per aumentare il numero di coloro che si sottomettono al Cattolicesimo. Tutti i sacerdoti coinvolti nell’opera pastorale sono obbligati a sostenere queste leggi cattoliche. Non è permesso alcun matrimonio fra un credente evangelico battezzato ed un cattolico senza la risoluzione scritta che tutti i figli nati da quell’unione siano educati nella Chiesa cattolica.

Il Canone 1124 afferma:

“Il matrimonio fra due persone battezzate, delle quali una sia battezzata nella Chiesa cattolica o in essa accolta dopo il battesimo e non separata dalla medesima con atto formale, l’altra invece sia iscritta a una Chiesa o comunità ecclesiale non in piena comunione con la Chiesa cattolica, non può essere celebrato senza espressa licenza della competente autorità”.

Questo vincolo appare nel Canone 1125: “L’Ordinario del luogo, se vi è una causa giusta e ragionevole, può concedere tale licenza; ma non la conceda se non dopo il compimento delle seguenti condizioni:

  1. la parte cattolica si dichiari pronta ad allontanare i pericoli di abbandonare la fede e prometta sinceramente di fare quanto è in suo potere perché tutti i figli siano battezzati ed educati nella Chiesa cattolica;
  2. di queste promesse che deve fare la parte cattolica, sia tempestivamente informata l’altra parte, così che consti che questa è realmente consapevole della promessa e dell’obbligo della parte cattolica;
  3. entrambe le parti siano istruite sui fini e le proprietà ssenziali del matrimonio, che non devono essere esclusi da nessuno dei due contraenti”.
E’ così che una tale “licenza” (la rimozione dell’impedimento imposto dal Canone 1124) viene oncessa dall’azione formale di un vescovo secondo quanto stipulato dal Canone 1125. Roma fa le leggi in modo tale che, rimuovendole dai suoi decreti concessivi, essa acquisti il controllo su vite e famiglie.

Quando Roma tentò per la prima volta di conquistare i protestanti al Cattolicesimo negli Stati Uniti d’America, una strategia dei suoi piani documentati era proprio quella di sedurli attraverso i matrimoni misti12. Spiacevolmente queste tattiche hanno ancora successo nel 21° secolo.

Il divorzio

Biblicamente, al riguardo del divorzio, vi sono quattro affermazioni principali fatte dal Signore Gesù Cristo. Due di queste riflettono una totale opposizione al divorzio, e due altre indicano l’accettazione del divorzio sulla base di infedeltà sessuale, ed il diritto di risposarsi per il partner innocente. La legge divina fondamentale per il matrimonio, è che un uomo lasci padre e madre e si unisca a sua moglie. La natura del contratto nuziale è che le due persone unite in tale unione diventino una carne: “Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi” (Mt. 19:6). Marito e moglie, essendo stati uniti dall’ordinanza di Dio, non possono essere separati da qualsivoglia decreto umano. Dio dice di odiare il divorzio13. La perfetta volontà di Dio è la salvaguardia dell’ordine sociale preservando l’integrità dei matrimoni. Vi sono solo due motivazioni che possono permettere il divorzio ed il secondo matrimonio. Quando ha luogo infedeltà sessuale 14 o di abbandono del coniuge credente da parte di quello incredulo 15, è possibile ottenere un divorzio. In tali casi, il rapporto di matrimonio è già stato infranto ed il divorzio non è che un riconoscimento formale di
ciò che è già avvenuto.

Il divorzio— nella forma dell’annullamento cattolico

La Chiesa cattolica dichiara che ogni matrimonio fra persone battezzate sia di fatto un sacramento. Questo concetto viene inculcato nella mente dei cattolici sin dall’infanzia. Esso viene reiterato nella legge canonica: “Il patto matrimoniale con cui l’uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole, tra i battezzati è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento. Pertanto tra i battezzati non può sussistere un valido contratto matrimoniale, che non sia per ciò stesso sacramento”16.

La Chiesa cattolica insegna che i sacramenti siano mezzi della grazia 17. Nel dichiarare il matrimonio un sacramento, la Chiesa cattolica intende che esso sia un sacramento mediante il quale Dio dona grazia e su cui essa ha controllo. Su questa base Roma stabilisce una gerarchia di matrimoni per i quali il matrimonio cattolico, come sacramento, ha precedenza su qualsiasi altro matrimonio. E’ così che nella legge della Roma papale, i matrimoni che siano civilmente validi di fronte a Dio possono essere considerati nulli secondo il punto di vista della legge cattolica. Un matrimonio di un cattolico con un non cattolico che non avvenga di fronte ad un sacerdote cattolico, è considerato nullo e vuoto, ed è solo questione di tempo prima che le parti coinvolte possano essere liberate dalle loro promesse nuziali. E’ proprio, infatti, stabilendo leggi e poi assumendosi la facoltà di rimuoverle attraverso i suoi decreti, che la Roma papale assume dominio su vite e famiglie.
La Chiesa cattolica continuamente dichiara che non può esistere divorzio per un matrimonio che sia celebrato legalmente fra un uomo ed una donna battezzati e consenzienti. Se però si studiano accuratamente le leggi romane al riguardo dell’annullamento, si potrà facilmente vedere come nel dispensare gli annullamenti papali si usi grande abilità tecnica ed ingegnosità.
Un annullamento, in termini di fatto, è esattamente in pratica la stessa cosa che un divorzio. La Chiesa cattolica, nel concedere un annullamento, dichiara che un matrimonio non sia mai realmente esistito. Questo significa che si possa arrivare all’assurda situazione di essere stati legittimamente sposati e di avere persino avuto figli da quel matrimonio – fatto tangibile della sua esistenza – dichiarando però che non sia mai avvenuto!
Inoltre, senza un annullamento, il divorzio civile non è riconosciuto come valido dalla Chiesa cattolica. A sua volta questo rende impossibile ad un cattolico di potersi accostare all’Eucaristia che, dopo il battesimo, è il mezzo centrale per ottenere quella grazia continua che si presume fluire da quel sacramento. Questo comporta conseguenze estreme, quando un cattolico pensa di dover morire senza ottenere la necessaria grazia sacramentale in cui essi sono stati istruiti a credere.

La pratica del dispensare annullamenti

Uno degli strumenti principali usati per ottenere un annullamento, è ciò che è chiamato “impedimento dirimente”. Un “impedimento dirimente” è un ostacolo che è così pregiudizievole che automaticamente renda nullo un matrimonio. Esempio di questo può essere la mancanza di consenso di una delle parti, o un vizio di forma, qualcosa che manchi nella fattiva procedura della cerimonia, che è appunto chiamata “la forma del matrimonio”. La “forma del matrimonio” secondo Roma, è che un matrimonio sia celebrato di fronte ad un sacerdote e a due testimoni. Questo è un ulteriore esempio della prassi di prima fare una legge, e poi di ottenerne la dispensa, per conservare il controllo su vite e famiglie. Molti matrimoni sono dichiarati nulli proprio a causa delle leggi della Chiesa cattolica al riguardo degli “impedimenti dirimenti”. Un esempio di questo è quello di una “sanzione in radice”. Una “sanzione in radice” è un decreto retroattivo che può stabilizzare e convalidare un matrimonio che sia iniziato come matrimonio invalido. L’attuale legge canonica dichiara:

“La sanazione in radice di un matrimonio nullo consiste nella sua convalidazione senza
rinnovazione del consenso, concessa dalla competente autorità; essa comporta la dispensa dall’impedimento, se c’è, e dalla forma canonica se non fu osservata, nonché la retroazione al passato degli effetti canonici”18. Questa “sanazione in radice” suona proprio come “l’apriti Sesamo” di Alì Babà ed i quaranta ladroni”. Al comando di Alì Babà, la caverna poteva essere aperta con delle parole magiche. Così pure l’intricata struttura di comando del Vaticano, a quanto si dice, in grado di convalidare retroattivamente un matrimonio che altrimenti sarebbe considerato nullo. Lo stesso canone così continua: “La convalidazione avviene al momento della concessione della grazia; la retroazione, invece, la si intende fatta al momento della celebrazione del matrimonio, se non è stabilito altro espressamente”19. Un tale fare e disfare dei matrimoni è una contravvenzione della legge divina sul matrimonio nella Scrittura. Il matrimonio è un’ordinanza stabilita per la preservazione dell’umanità. E’ stato Dio stesso a dire: “Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne” (Genesi 2:24), stabilendo così quella legge che sarebbe stata valida per tutti da Adamo in poi. La legge di Dio non può essere manipolata dai decreti di un qualunque sistema. Fare, però, così, viene praticato con stupefacente astuzia dalla stessa Roma papale che impedisce ai suoi preti di sposarsi.

Il Vaticano fa e disfa matrimoni

Quando il Vaticano fa e disfa matrimoni, questo viene giustificato dal presunto potere apostolico della Chiesa cattolica. La Chiesa cattolica esercita un tale potere persino quando le parti in questione sono all’oscuro di quanto essa fa. Roma proclama nella sua legge: “La sanzione può essere concessa validamente anche all’insaputa di una o di entrambe le parti; ma non la si conceda se non per una grave causa”20. Questo misterioso potere di comandare una sanzione di un matrimonio che non sia mai esistito, pare proprio che stia al cuore stesso di Roma: “La sanazione in radice può essere concessa dalla Sede Apostolica”. Il matrimonio non è reso valido dal comando di Roma. Nella Scrittura il matrimonio è regolato secondo la volontà ed il consiglio di Dio. Il Signore Gesù Cristo disse: “Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà con sua moglie, e i due saranno una sola carne” (Mt. 19:5). Questo è il solo modo in cui un matrimonio diventa valido agli occhi di Dio. Decretare che i prelati celibi di Roma, anche se le stesse parti in causa lo ignorano, possano stabilire la realtà di un matrimonio, è un totalitarismo farisaico totalmente impazzito! Si pretende questo bizzarro potere perché Roma afferma che il matrimonio sia un sacramento. E’ quindi in suo potere fare o disfare matrimoni secondo la sua volontà e propositi.

Il disfare matrimoni è talvolta realizzato da ciò che è chiamato “consenso interiore”, il consenso che o l’uomo o la donna avevano o non avevano sin dall’inizio. Sono i tribunali ecclesiastici che avrebbero la facoltà di condurre investigazioni su un matrimonio e cosî farlo o disfarlo.

Gli annullamenti cattolici, fatti dal Tribunale della Sacra Rota sono un grosso affare per la Chiesa cattolica e relativamente facili da procurarsi.

Un recente articolo comparso su una popolare rivista italiana afferma: “Nel 1982 il totale delle cause di annullamento esaminate in appello dalla Sacra Rota romana era di 287 l’anno.

Nel 1992 il numero è salito a 824. Nel 2002 la cifra che compare sulla relazione annuale è 1.280. Le statistiche delle richieste di annullamento seguono quelle dei divorzi: dal 1995 al 2000 i divorzi italiani sono passati da 52.323 a 71.696, un incremento del 37,5 per cento. Gli italiani sono i primi in classifica per i processi di annullamento che giungono in appello alla Sacra Rota, con 323 richieste nel 2002. Seguono i cattolici degli Stati Uniti (183) e i polacchi (100). In Italia, la regione con più cause appellate in Rota (58) è il Lazio. Quali sono le motivazioni che hanno portato a un tale incremento? «I fattori sono diversi» spiega un autorevole giudice della Sacra Rota a Panorama. «Da una parte la caduta del Muro di Berlino ha permesso ai cattolici dell’Est di avere rapporti diretti con la Santa sede. A ciò va aggiunta una crisi endemica dell’istituto matrimoniale. D’altra parte un così alto numero di richieste di nullità denota fiducia nei confronti della giustizia ecclesiastica.

E infine, il ricorso ai tribunali ecclesiastici, malgrado le fatali lungaggini dei processi dovute a una procedura sovente complicata e puntigliosa, è un modo di dar pace alla propria coscienza» (…) Secondo un noto avvocato rotale romano, «l’annullamento viene richiesto, oltre che per motivi di credo e sociali, anche per ragioni economiche.

L’assegno di divorzio nasce da un matrimonio valido. Se il matrimonio viene annullato, e ciò viene trascritto alla Corte d’appello, esso non è mai esistito. I conseguenti obblighi diventano così necessariamente minori». Secondo l’avvocato, oggi «l’iniziativa dell’annullamento parte soprattutto dalle donne, che vengono sempre più risucchiate dal meccanismo della società consumistica. Riparare una situazione rotta è più difficile e richiede troppo sacrificio, meglio iniziarne una nuova»”.

La maniera arrogante e casuale di trattare il matrimonio e la dissoluzione del matrimonio, non sorprende, dato che sono proprio vescovi e preti che pronunciano giudizi papali sul matrimonio.

La Scrittura esorta il pastore in questo modo: “…che governi bene la propria famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi (perché se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?)” (1 Timoteo 3:4,5). Anche queste stesse qualifiche escludono che vi possano essere giudici celibi che concedano annullamenti. Tanto quanto le indulgenze, l’intera industria dell’annullamento da parte della Chiesa cattolica romana – dalla proposizione delle legge alla vendita dell’articolo contrabbandato – è in violazione completa della Scrittura.

Nonostante questo, la Chiesa cattolica ha fabbricato un’intera serie di regole e di regolamenti che solo un avvocato esperto in diritto canonico è in grado di comprendere pienamente. Dato che abbondano casi di validità matrimoniale con molti diversi termini tecnici, Roma dice di sostenere la santità del matrimonio, ma permette che alcuni matrimoni sano dichiarati nulli sulla base della terminologia che essa stessa si è fatta. Per esempio, “annullamento” (il decreto che un matrimonio non è valido), quando esso è sancito dal tribunale ecclesiastico romano, sono è un’affermazione semplice. Esso dà adito a diverse interpretazioni. “Dopo che la sentenza che dichiarò la nullità del matrimonio in primo grado fu confermata in grado di appello con un decreto o con una seconda sentenza, coloro, il cui matrimonio fu dichiarato nullo, possono contrarre nuove nozze, non appena il decreto o la nuova sentenza siano stati loro notificati, a meno che non lo proibisca un divieto apposto alla sentenza stessa o al decreto oppure stabilito dall’Ordinario del luogo”.

E’ così che il decreto stesso che un matrimonio sia da ritenersi nullo, viene ingarbugliato dalla terminologia cattolica che esige la presenza di esperti giuristi cattolici per condurre qualcuno attraverso il labirinto della legge canonica. La Roma papale ha concesso centinaia di migliaia di annullamenti e permesso le seconde nozze. Molte fra queste unioni, chiamati matrimoni, sono di fatto, davanti al Signore ed alla Sua Parola, nient’altro che fornicazione ufficialmente benedetta. Tali unioni peccaminose feriscono l’anima di molti uomini e donne. Sono situazioni viventi, benedette dai preti della Chiesa di Roma, ma sono come un profondo fosso dal quale, una volta caduti dentro, è quasi impossibile sfuggirne.

Conclusione

Le stravaganti richieste della legge cattolica romana sono una minaccia per la libertà di una qualsiasi nazione. Se il popolo cristiano vuole davvero essere informato, dovrà diventare cosciente che il matrimonio, la base stessa della società, per milioni di cattolici, viene controllato e manipolato. Questo si applica non solo ad alcune nazioni occidentali, ma anche a milioni di cristiani nel mondo che, di fatto, quando vogliono sposare una persona di tradizione cattolica, sono di fatto intrappolati dalle pastoie della legge canonica. La legge canonica sul matrimonio del Vaticano coinvolge milioni di persone in nazioni dove il Vaticano viene accettato come potenza civile, e specialmente quelle nazioni alle quali è stato imposto un “Concordato” come l’Italia o la Polonia. Se si vuole trattare seriamente del Cattolicesimo, è necessario affrontare biblicamente questa violazione del matrimonio, perché si pone al cuore stesso delle strutture della società civile, come ci è stata data da Dio. Non è possibile mantenere una testimonianza biblica ed evangelica per l’Evangelo della salvezza per grazia mediante la fede in Cristo soltanto, se non si contesta la legittimità delle leggi cattoliche romane sul matrimonio. E’ impossibile sostenere di essere un cristiano evangelico che si attenga all’ispirazione ed all’autorità della Bibbia soltanto, accordando, nel contempo, legittimità al sistema cattolico-romano che respinge un tale principio, com’è dimostrato dalle leggi sul matrimonio. Un tale comportamento è un affronto a Cristo ed alla Sua opera di redenzione, come pure al ministero dello Spirito Santo nel persuadere il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio. Romani 1:18 afferma chiaramente che: “L’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l’ingiustizia” (Romani 1:18). Chi potrà mai sopportare il fuoco divorante dell’eterna ira di Dio? La buona notizia è che la fede personale e la salvezza sono pure doni della Sua mano: “…lo ha innalzato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele, e perdono
dei peccati” (Atti 5:31).

Cristo Gesù ha il potere di perdonare anche il più grande trasgressore della legge ed il più grande fanatico religioso, perché è stato innalzato proprio per questo. Nessun peccatore deve temere Colui che è “Principe e Salvatore” alla destra di Dio. Possiamo venire presso di Lui con piena fiducia. Quando siamo aggravati dalla consapevolezza dei nostri peccati, quando riconosciamo di meritare morte eterna, allora possiamo guardare a Lui con fiducia e fare appello al Suo potere ed alla Sua grazia. La Scrittura proclama: “Credi nel Signore Gesù e sarai salvato”. Il Signore stesso dichiara: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato” (Marco 16:16). Il Signore avrà sempre misericordia per tutti coloro che si volgeranno a Lui con fede per ottenere la remissione dei loro peccati. “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo” (Matteo 11:28). Ponete a confronto le leggi oppressive e costose del Vaticano con ciò che chiede il Signore Gesù, e toccate con mano quanto il Suo giogo sia dolce e il suo carico leggero. Gesù Cristo darà sicuro riposo a tutte le anime aggravate che si volgeranno a Lui. Abbiate riposo dal terrore che incute il peccato, abbiate riposo dal potere del peccato e, soprattutto, abbiate riposo nel Signore Iddio. “…infatti chi entra nel riposo di Dio si riposa anche lui dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue” (Ebrei 4:10). Tutto questo comincia con la grazia di Dio, e giungerà al suo compimento un giorno nella gloria. Ecco perché la Scrittura dichiara: “Beati quelli che sono invitati alla cena delle nozze dell’Agnello” (Ap. 19:9) .Richard Bennett del “Berean Beacon” WebPage: http://www.bereanbeacon.org/languages/italian.htmL’autore permette che questo testo possa essere copiato nella sua interezza senza alcun cambiamentoe che questo articolo sia posto nella sua interezza in un sito Internet.