Spurgeon: la dottrina dell’elezione o predestinazione

“Ma noi dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità. A questo Egli vi ha pure chiamati per mezzo del nostro vangelo, affinché otteniate la gloria del Signore nostro Gesù Cristo” (2 Tessalonicesi 2:13-14).

angry-god[1]Se non vi fosse altro testo all’infuori di questo nella sacra Parola di Dio, credo che tutti noi dovremmo ricevere e riconoscere la grande e gloriosa verità che Dio scelse la sua famiglia fin dai tempi più remoti. Ma sembra esistere un inveterato pregiudizio nell’animo umano contro questa dottrina; e sebbene la maggior parte delle altre dottrine vengono ricevute da coloro che si professano Cristiani, alcune con prudenza, altre con gioia, questa sembra essere quella che più di ogni altra viene trascurata e messa da parte. Presso molti pulpiti sarebbe considerato un grave peccato e un’offesa predicare un sermone sull’ELEZIONE, poiché si ritiene che esso non sarebbe un discorso “pratico”. Credo che costoro si siano sviati dalla verità su questo punto. Tutto ciò che Dio ci ha rivelato, ha uno scopo. Non c’è niente nella Scrittura che non possa, sotto la guida dello Spirito Santo di Dio, esprimersi in un discorso pratico: poiché “tutta la Scrittura è ispirata da Dio ed è utile” per la vita spirituale. Sappiamo bene che essa non può produrre un discorso sul libero arbitrio, ma può produrlo sulla grazia gratuita di Dio; e la grazia gratuita è la migliore pratica, quando le dottrine autentiche dell’amore immutabile di Dio toccano il cuore dei santi e dei peccatori.

Ora, io credo che alcuni tra di voi che sono stati scossi dal verso che abbiamo letto, diranno: “Ascolterò sinceramente; metterò da parte i miei pregiudizi; ascolterò ciò che quest’uomo ha da dire”. Non chiudete le vostre orecchie dicendo: “È una dottrina troppo elevata”. Chi vi ha autorizzati a chiamarla elevata o bassa? Perché dovreste opporvi alla dottrina di Dio? Ricordate cosa ne fu di quei giovani che ebbero da ridire su un profeta di Dio, ed esclamarono: “Sali, calvo! Sali, calvo!”. Non beffatevi della dottrina di Dio, affinché non vi accada come a quei giovani, quando delle belve uscirono dalla foresta e li sbranarono in risposta alla loro derisione.

Vi sono altre disgrazie oltre ai giudizi immediati dal cielo – badate che questi non cadano su di voi. Mettete da parte i vostri pregiudizi: ascoltate con calma, con imparzialità: ascoltate ciò che dice la Scrittura; e quando riceverete la verità, se Dio si compiacerà di rivelarla e manifestarla alle vostre anime, non vergognatevi di confessarla. Confessare che ieri vi sbagliavate, significa solo riconoscere che siete un po’ più saggi oggi, e dimostra che state avanzando nella conoscenza della verità. Non vergognatevi di imparare la sana dottrina, e lasciate da parte le vecchie idee e concezioni, ricevendo piuttosto i chiari insegnamenti della Parola di Dio.

Ma se una dottrina non è nella Bibbia, allora qualunque cosa io dica, o qualunque autorità sostenga le mie idee, vi imploro, per amore delle vostre anime, rigettatela; e se da questo pulpito udrete mai degli insegnamenti contrari a questa Sacra Parola, ricordate che la Bibbia deve venire prima, e il ministro di Dio deve sottomettersi ad essa. Non dobbiamo elevarci al di sopra della Bibbia per predicare, ma anzi dobbiamo predicare restando sotto di essa. Dopo tutto ciò che abbiamo predicato, siamo ben consapevoli che la montagna della verità è più alta di quanto i nostri occhi possano percepire; le nuvole e l’oscurità ne coprono la cima, e noi non possiamo scorgerne la sommità; però cerchiamo di predicarla come possiamo. Ma dato che siamo mortali, e fallibili, esercitate il vostro giudizio: “Provate gli spiriti per sapere se sono da Dio” (cfr. 1 Giovanni 4:1).

Ora, innanzi tutto, parlerò per un po’ della VERITà di questa dottrina: “Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza”. Come seconda cosa, cercherò di provare che questa elezione è ASSOLUTA: “Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza” non GRAZIE alla vostra santificazione, ma “MEDIANTE la santificazione nello Spirito e la fede nella verità”. Come terza cosa, questa elezione è ETERNA, perché il testo dice: “Dio FIN DAL PRINCIPIO vi ha eletti”. Come quarta cosa, essa è PERSONALE: “Dio VI ha eletti”. Poi vedremo gli EFFETTI di questa dottrina; e infine, con l’aiuto di Dio, cercheremo di parlare delle sue TENDENZE, e vedremo se essa è davvero una dottrina terribile e licenziosa come alcuni dicono.

1. Innanzi tutto, desidero provarvi che questa dottrina è VERA. E per iniziare vi parlerò secondo posizioni diverse. Alcuni tra voi, ad esempio, appartengono alla Chiesa dell’Inghilterra, e sono felice di vedere tanti di voi qui, poiché questa Chiesa ha in essa molti ministri devoti e santi credenti. Leggerò una porzione di un articolo di fede di questa Chiesa, il 17° articolo riguardante la PREDESTINAZIONE e l’ELEZIONE:

“La predestinazione alla vita è lo scopo eterno di Dio, per il quale, prima che le fondamenta del mondo fossero poste, Egli ha continuamente decretato mediante il suo consiglio di liberare dalla maledizione e dalla dannazione quelli che Egli ha scelto in Cristo dall’umanità, e portarli mediante Cristo alla salvezza eterna, come vasi di misericordia. Perciò quelli che ricevono questo eccelso privilegio da Dio sono chiamati secondo il suo scopo mediante il suo Spirito che opera al tempo prestabilito: costoro mediante la grazia obbediscono alla chiamata; sono giustificati gratuitamente; sono fatti figli di Dio mediante l’adozione; sono conformati all’immagine dell’unigenito Figlio di Dio, Gesù Cristo; si conducono coscienziosamente nelle buone opere, e infine, per la misericordia di Dio, raggiungono la felicità eterna”.

Un’altra autorità umana che riconosce la dottrina dell’elezione è l’antico credo Valdese. Se leggete quel credo, nato nel fuoco ardente della persecuzione, vedrete che anche quei fedeli servitori e credenti abbracciavano fermamente questa dottrina, come parte della verità di Dio. Ho trascritto da un vecchio libro uno dei loro articoli di fede sull’ELEZIONE:

“Dio salva dalla corruzione e dalla dannazione coloro i quali Egli ha scelto fin dalla fondazione del mondo, non per qualche disposizione, fede, o santità che Egli aveva previsto in loro, ma solo per la sua grazia in Cristo Gesù il suo Figlio, lasciando tutti gli altri secondo gli irreprensibili motivi del suo arbitrio e della sua giustizia”.

Non è una novità, dunque, quella che sto predicando; non è una nuova dottrina. Mediante questa verità ho fatto come un pellegrinaggio nel passato, e vedo padre dopo padre, confessore dopo confessore, martire dopo martire, credere in queste stesse dottrine. Se fossi un Pelagiano, o un credente nella dottrina del libero arbitrio, avrei dovuto camminare per secoli da solo; qua e là qualche eretico dal carattere non molto onorevole si volgerebbe verso di me e mi chiamerebbe fratello. Ma riconoscendo che le verità dell’elezione e della predestinazione sono alla base della mia fede, vedo moltitudini di credenti che confessano quelle stesse verità, e riconosco che questa è la religione della Chiesa di Dio.

Voglio anche leggervi una porzione della vecchia confessione Battista. Circa duecento anni fa i Battisti si riunirono e pubblicarono i loro articoli di fede, per mettere fine a certe voci sulla loro ortodossia. Leggiamo il terzo articolo:

“Per volontà di Dio, per la manifestazione della sua gloria, alcuni uomini e angeli sono predestinati, o preordinati, alla vita eterna attraverso Gesù Cristo a onore della sua gloriosa grazia; altri sono lasciati ai loro peccati per la loro giusta condanna, a onore della sua gloriosa giustizia. Questi angeli e uomini così predestinati e preordinati, sono particolarmente e immutabilmente prestabiliti, e il loro numero è così certo [per Dio] e definito, che non può essere né aumentato né ridotto.

Quelli che nell’umanità sono predestinati alla vita, Dio, prima della fondazione del mondo, secondo il suo scopo eterno e immutabile, e il consiglio segreto della sua volontà, li ha scelti in Cristo per la gloria eterna, meramente per la sua grazia gratuita e amore, senza alcun’altra cosa presente nella creatura come condizione o causa di questo suo atto”.

In quanto a queste autorità umane, non m’importa di ciò che esse dicono, PRO o CONTRO, circa questa dottrina. Le ho citate soltanto come conferma alla vostra fede, per dimostrarvi che è una dottrina seguita dai credenti fin dall’antichità. Non m’importa del presente. Quand’anche un esercito di chiese di Londra avessero abbandonato le grandi dottrine fondamentali di Dio, non importa. Se una manciata di credenti resta in piedi per sostenere irremovibilmente la sovranità del nostro Dio, anche se siamo assediati da nemici, o dai nostri stessi fratelli, che sarebbero dovuti essere nostri amici e aiutanti, non importa, se guardiamo al passato; il nobile esercito di martiri, le gloriose armate di credenti, sono dalla nostra parte; le testimonianze della verità ci sostengono. Con esse, noi possiamo dire di non essere soli, e anche noi possiamo esclamare: “Ecco, Dio si è riservato settemila uomini che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal”. Ma ciò che più importa, è che DIO E’ CON NOI.

La grande verità è sempre la Bibbia, e soltanto la Bibbia. Voi che mi ascoltate, credete forse in qualche altro libro all’infuori della Bibbia? Se potessi provare questa dottrina con tutti i libri Cristiani; se potessi recuperare tutto il sapere della libreria di Alessandria, e provarla con quello, voi non credereste in essa; ma certo crederete in quello che è scritto nella Parola di Dio.

Desidero leggervi alcuni versi biblici. Guardiamo quei passaggi in cui gli appartenenti al popolo di Dio sono chiamati eletti. Ovviamente se si parla di gente ELETTA, deve esserci l’ELEZIONE. Se Gesù Cristo e i suoi apostoli chiamavano i credenti con il titolo di eletti, dobbiamo certamente credere che essi lo siano, altrimenti quel termine non ha alcun significato.
Gesù Cristo dice: “Se il Signore non avesse abbreviato quei giorni, nessuno scamperebbe; ma a motivo degli ELETTI, che Egli ha scelto, il Signore ha abbreviato quei giorni”. “Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per sedurre, se fosse possibile, anche gli ELETTI”. “Ed Egli allora manderà gli angeli a raccogliere i suoi ELETTI dai quattro venti, dall’estremo della terra all’estremo del cielo” (Marco 13:20,22,27). “Non vendicherà Dio i suoi ELETTI che gridano a lui giorno e notte? Tarderà Egli forse a intervenire a loro favore?” (Luca 18:7).

In questi come in molti altri passaggi della Bibbia (ad es. Efesini 1:4, 2 Tess. 2:13, ecc.), viene menzionata la parola “eletti”, “scelti”, “preordinati”, “designati”; oppure la frase “le mie pecore” o qualche indicazione simile, che dimostra che il popolo di Cristo è distinto dal resto dell’umanità.

Ma potete controllare voi stessi con le concordanze, e quindi non vi elencherò tutti i versi. Attraverso le epistole, i santi credenti sono chiamati continuamente “gli eletti”. In Colossesi vediamo che Paolo dice: “Rivestitevi, dunque, come ELETTI di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia…” (Col. 3:12). Egli quindi scrive a Tito, e chiama se stesso: “Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo per promuovere la fede degli ELETTI di Dio” (Tito 1:1). Pietro scrive: “ELETTI secondo la prescienza di Dio Padre” (1 Pietro 1:2). Poi, notiamo che Giovanni amava particolarmente questa parola. Egli scrive: “L’anziano alla signora ELETTA…” (2 Giov. 1); e parla della “sorella ELETTA” (verso 13). E sappiamo che è scritto: “La chiesa che è in Babilonia, ELETTA come voi, vi saluta” (1 Pietro 5:13).

Gli apostoli non si vergognavano di usare queste parole, e non avevano paura di parlare dell’elezione. Oggi, questa parola è stata rivestita di molti altri significati, e riconosco che le persone hanno mutilato e guastato la sana dottrina in modo da farla sembrare una dottrina di demoni; e molti che si definiscono credenti, si sono volti all’Antinomianismo (falsa dottrina che afferma che si può continuare a peccare quanto si vuole poiché ormai Cristo ha espiato i nostri peccati, N.d.T.). Ma nonostante questo, perché dovrei vergognarmi della verità di Dio, solo perché gli uomini la torcono? Noi amiamo la verità di Dio quando è attaccata come quando è predicata liberamente. Se un martire da noi amato fosse torturato, non lo ameremmo ancora, e di più, nonostante le violenze a lui inflitte? Quando la verità di Dio viene attaccata, non la chiamiamo falsità. Non amiamo vederla torcere, ma possiamo amarla ancora di più quando è attaccata, perché possiamo discernere quale sarebbero le sue reali proporzioni se non fosse stata attaccata e torta dalla crudeltà e dalle invenzioni degli uomini. Anche negli antichi scritti dei padri della Chiesa ci si riferisce sempre al popolo di Dio come agli “eletti”. I primi Cristiani spesso si chiamavano l’un l’altro con questo titolo, dimostrando che essi credevano che il popolo di Dio è chiaramente “eletto”.

Ma ora guardiamo i versi che provano inequivocabilmente questa dottrina. Aprite le vostre Bibbie e guardate in Giovanni 15:16, e vedrete che Gesù Cristo ha scelto il suo popolo, poiché Egli dice: “Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, Egli ve lo dia”. Quindi al verso 19 dice: “Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo, ma Io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia”. Poi al capitolo 17, versi 8 e 9, Gesù prega: “Poiché le parole che Tu mi hai date le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che Io sono proceduto da Te, e hanno creduto che Tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che Tu mi hai dati, perché sono Tuoi”.

Guardiamo ora Atti 13:48: “Gli stranieri, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la Parola di Dio; e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero”. Alcuni possono cercare di spezzettare questo passaggio se vogliono; ma esso dice: “ordinati a vita eterna”, nel modo più chiaro e incontrovertibile; e quindi non ci importa di ciò che dicono i molti commentari in merito.

Non credo di dovervi ricordare l’insegnamento di Romani 8, perché confido che voi tutti conosciate bene quel capitolo e che ormai lo comprendiate. Al verso 29 e seguenti, è scritto: “Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché Egli sia il primogenito tra molti fratelli; e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati.

Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi chi sarà contro di noi? Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio?” (Romani 8:29-33).

Credo anche che non sia necessario ripetere l’intero capitolo 9 dell’epistola ai Romani. Fintanto che esso rimane nella Bibbia, nessun uomo potrà mai provare l’Arminianesimo (dottrina che afferma che non è Dio a scegliere per grazia le persone affinché siano salvate, ma sono i peccatori a decidere di propria iniziativa se essere salvati o meno, N.d.T.); fintanto che quel capitolo esiste, neppure le più violente torsioni di passaggi biblici potranno mai eliminare la dottrina dell’elezione dalle Scritture. Vi leggiamo versi come: “Quando non erano ancora nati i figli e non avevano fatto bene o male alcuno – affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio secondo l’elezione e non a motivo delle opere, ma per Colui che chiama – le fu detto: ‘Il maggiore servirà al minore'” (verso 12). Poi leggiamo al verso 22: “Che c’è da contestare se Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d’ira preparati per la perdizione, e ciò per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria…”. Quindi leggiamo Romani 11:7: “Che dunque? Israele non ha ottenuto quello che cercava, ma gli eletti l’hanno ottenuto, e gli altri sono stati induriti”. Al verso 5 dello stesso capitolo, leggiamo: “Così anche al presente, c’è un residuo eletto per grazia”.

Senza dubbio, ricorderete il passaggio in 1 Corinzi 1:26-29: “Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra di voi molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili; ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, perché nessuno si vanti di fronte a Dio”.

E ricordate anche il passaggio in 1 Tessalonicesi 5:9: “Dio infatti non CI ha destinati a ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo”. E infine avete il verso che abbiamo letto in apertura, che credo sia più che sufficiente. Ma, se volete leggerne altri, potete trovarli facilmente nella Bibbia, se non siete ancora del tutto convinti della verità di questa dottrina.

Credo, amici miei, che questa imponente mole di testimonianze dalla Scrittura debbano far sconcertare quanti osano ridere di questa dottrina. Che diremo di quelli che così spesso l’hanno disprezzata, e ne hanno negato l’origine divina, che hanno inveito contro la sua giustizia, e hanno osato sfidare Dio e chiamarlo un tiranno Onnipotente, quando hanno udito che Egli ha eletto così tanti a vita eterna? Puoi, tu che la rigetti, toglierla dalla Bibbia? Puoi tu prendere il temperino di Ieudi e tagliarla vita dalla Parola di Dio? Vorresti essere come la donna ai piedi di Salomone, e far tagliare il bambino in due, per averne la tua parte? Non è qui nella Scrittura? E non è tuo dovere inchinarti ad essa, e riconoscere umilmente quello che non comprendi – riceverla come la verità anche se non ne capisci il significato? Non cercherò di provare la giustizia di Dio nell’avere così eletti alcuni e lasciato altri. Non spetta a me vendicare il mio Padrone. Egli parlerà da sé, come già fa: “Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa plasmata dirà forse a colui che la plasmò: ‘Perché mi hai fatta così?’ Il vasaio non è forse padrone dell’argilla per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile?” (Romani 9:20-21).

“Guai a colui che dice a suo padre: ‘Perché generi?’ e a sua madre: ‘Perché partorisci?'” (Isaia 45:10).

“Io sono il Signore, e non ce n’è alcun altro. Io formo la luce, creo le tenebre… Io, il Signore, sono colui che fa tutte queste cose” (Isaia 45:6-7).

Chi sei tu che replichi contro Dio? Trema e umiliati davanti a Lui; inchinati e sottomettiti al suo scettro; non impugnare la sua giustizia, e non criticare i suoi atti davanti al tuo tribunale, o uomo!

Ma vi sono alcuni che dicono: “È un comportamento duro per Dio scegliere alcuni e lasciare altri”. Ora, voglio farvi una domanda. C’è qualcuno qui stamattina che desidera essere santo, che desidera essere rigenerato, abbandonare il peccato e camminare in santità? “Si, c’è”, dice qualcuno, “io lo voglio”. Allora Dio ti ha eletto. Ma un altro dice: “No; non voglio essere santo; non voglio abbandonare le mie concupiscenze e le mie schiavitù”. Perché, allora, ti lamenti del fatto che Dio non ti ha eletto? Se tu fossi eletto non risponderesti secondo questa confessione. Se Dio questa mattina ti ha scelto per la santificazione, tu dici che non te ne importa. Non riconosci di preferire l’ubriachezza alla sobrietà, l’onesta alla disonestà? Ami i piaceri di questo mondo più della fede; perché allora dovresti lamentarti che Dio non ti ha scelto per essere un credente devoto? Se ami la fede, è Lui che ha voluto che fosse così. Se non la desideri, che diritto hai di dire che Dio avrebbe dovuto darti ciò che tu non vuoi? Supponendo che io abbia in mano una cosa che tu ritieni senza valore, e che io dica di volerla dare a una certa persona, che diritto hai tu di lamentarti che io non l’abbia data a te? Non puoi essere così sciocco da lamentarti del fatto che un altro ha avuto quello che tu non vuoi. Secondo le vostre confessioni, molti di voi non vogliono la fede, non vogliono un cuore nuovo e uno spirito retto, non vogliono il perdono dei peccati, non vogliono la santificazione; non volete essere eletti per queste cose: allora perché vi lamentate? Le reputate cose senza valore; allora perché criticate Dio perché le ha date a quelli che Lui ha scelto? Se le credete buone e le desiderate, esse sono lì per voi. Dio dà liberamente a chiunque chiede; e prima di tutto, Egli fa sì che le persone le desiderino, altrimenti non le desidererebbero mai. Se amate queste cose, Egli vi ha eletti a questo; ma se non le amate, chi siete voi per trovare da ridire su Dio, quando è la vostra disperata volontà che vi trattiene dall’amare queste cose – il vostro io che ve le fa odiare?

Supponete che un uomo per strada dica: “Che peccato che io non possa avere un posto nella cappella per sentire ciò che quell’uomo sta predicando”. E supponete che egli dica: “Io odio quel predicatore; non sopporto la sua dottrina; ma comunque è un peccato che io non possa avere un posto lì”. Vi aspettereste che un uomo dicesse una cosa del genere? No; direste subito: “A quell’uomo non importa niente. Perché si rammarica del fatto che altre persone hanno quello che essi amano e che lui disprezza?” Non amate la santità, non amate la giustizia; se Dio mi ha eletto a queste cose, vi ha fatto un torto? “Ah! Ma”, dicono alcuni, “pensavo che ciò significasse che Dio elegge alcuni a salvezza e altri a perdizione”. Questa è una questione molto diversa dalla dottrina del vangelo. Egli ha eletto degli uomini alla santificazione e alla giustizia e, attraverso quelle cose, al cielo. Non dovete dire che Egli ha eletto delle persone semplicemente perché vadano in cielo o solo all’inferno. Egli vi ha eletti alla santificazione, se amate la santificazione. Se qualcuno di voi vuole essere salvato da Gesù Cristo, Gesù Cristo vi ha eletti per essere salvati. Se qualcuno di voi desidera avere la salvezza, siete eletti per averla, se la desiderate sinceramente e ardentemente.

Ma, se non la desiderate, perché mai dovreste essere così irragionevolmente stolti da lamentarvi perché Dio dà quello che voi non amate ad altre persone?

2. Ho dunque cercato di dire qualcosa riguardo alla verità della dottrina dell’elezione. E ora, brevemente, desidero dire che l’elezione è ASSOLUTA: cioè, essa non dipende da quello che siamo. Il testo dice: “Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza”; ma i nostri oppositori dicono che Dio sceglie le persone perché sono buone, o per le molte opere che hanno fatto. Allora chiediamo, in risposta a queste affermazioni, quali sono le opere che bisogna compiere per essere eletti da Dio? Sono forse quelle che la Scrittura chiama “le opere della legge” – cioè le opere di obbedienza che la creatura può compiere? Se è così, vi diciamo che se gli uomini non possono essere giustificati per le loro opere della legge (Galati 2:16, 3:10; Romani 3:20,28), allora è piuttosto evidente che essi non possono neppure essere eletti mediante le opere della legge; e se non possono essere giustificati grazie alle loro opere buone, non possono neppure essere salvati mediante esse. Dunque l’elezione non può essere fondato sulle opere buone.

“Ma”, dicono altri, “Dio li ha eletti in previsione della loro fede”. Ora, dato che Dio dà la fede, non può averli eletti in previsione della vede che avrebbe previsto in loro. Ci sono venti mendicanti in una strada, e decido di dare una moneta a uno di loro; potrebbe mai dire qualcuno che io ho deciso di dare quella moneta, che ho “eletto” quella persona ad avere quella moneta, perché ho previsto che l’avrebbe avuta? Sarebbe un’assurdità. Allo stesso modo, dire che Dio ha eletto gli uomini prevedendo che avrebbero avuto la fede – che è che il seme della salvezza – sarebbe troppo assurdo per essere creduto anche solo per un attimo. La fede è il dono di Dio (cfr. Efesini 2:8). Ogni virtù viene da Lui. Quindi non può averLo spinto ad eleggere gli uomini, perché è un suo dono.

L’elezione, ne siamo certi, è assoluta, e completamente distinta dalle virtù che i santi credenti ricevono successivamente. Cosa penseremmo di un credente santo e devoto come Paolo, coraggioso come Pietro, o amorevole come Giovanni, che però non riconosce che tali qualità provengono dal suo Creatore? Non ho mai conosciuto alcun santo di alcuna denominazione, che credesse che Dio l’aveva salvato perché prevedeva che avrebbe avuto virtù e meriti.

Ora, fratelli miei, i migliori gioielli che un santo possa mai indossare, non sono quelle qualità che lui stesso produce. C’è qualcosa di carnale mischiato in essi. Il grado di grazia più elevato che possediamo in noi stessi ha qualcosa di terreno in sé. Ce ne accorgiamo quando siamo maggiormente purificati, e più santificati, e il nostro linguaggio deve essere sempre:

“Io il primo dei peccatori sono,
Gesù morì per me.”

La nostra sola speranza, la nostra sola possibilità, si trova ancora nella grazia che si è rivelata nella persona di Gesù Cristo. E io sono certo che dobbiamo completamente rigettare e tralasciare ogni convinzione che le nostre grazie, che sono doni del nostro Signore, piantati in noi dalla sua mano destra, possano mai essere state il motivo del suo amore per noi. E dobbiamo cantare sempre:

“Cosa c’era in noi che potesse meritare stima
O dare piacere al Creatore?
Eppure così fu Padre e sempre canteremo
Perché sembrò buona cosa agli occhi tuoi”.

Egli farà grazia a chi vorrà far grazia, e avrà pietà di chi vorrà avere pietà (Esodo 33:19). E se mi chiedete perché salva me, posso solo dire: perché così ha voluto. C’era forse qualcosa in me che potesse farmi piacere a Dio? No, non c’è nulla; niente poteva farmi essere accettato nella sua presenza. Quando Dio mi salvò io ero il più abietto, perduto, e rovinato della razza umana. Giacevo davanti a lui come un neonato nel sangue. In verità, non era in mio potere aiutare me stesso. Oh quanto misero ero e so di essere! Se voi avete qualcosa che possa raccomandarvi davanti a Dio, io non l’ho mai avuta. Sono felice di essere salvato per la sua GRAZIA, non adulterata, pura grazia. Non posso vantare alcun merito. Se voi credete di poterlo fare, io non posso. Io devo cantare:

“Solo la grazia gratuita dal principio alla fine,
Ha vinto il mio affetto e ha tenuto salda l’anima mia”.

3. L’elezione è ETERNA. “Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza”. Può qualche uomo indicarmi il tempo che la Scrittura chiama il principio? Anni fa si pensava fosse quando Adamo fu creato sulla terra; ma non era quello il principio, poiché la rivelazione ci indica un periodo che precede quello della creazione del mondo, ai giorni in cui le stelle del mattino furono generate; quando, come gocce di rugiada, dalle dita del mattino, stelle e costellazioni caddero gocciolando dalla mano di Dio; quando, dalle sue labbra, Egli scagliò globi ponderosi; quando con la sua mano mandò comete, come fulmini, a vagare per il cielo, per trovare un giorno la loro destinazione. Andiamo indietro agli anni passati, in cui i mondi furono creati e i sistemi modellati, ma non abbiamo ancora raggiunto il principio. Fino a quando non pensiamo al tempo in cui tutto l’universo dormiva nella mente di Dio in quanto non ancora nato, fino a quando non entriamo nell’eternità dove Dio il Creatore viveva solo, e ogni cosa dormiva in Lui, e tutta la creazione riposava nel suo onnipotente pensiero, non ci saremo ancora avvicinati al principio. Possiamo andare indietro, indietro, indietro, età dopo età. Possiamo tornare indietro, se così possiamo dire, per intere eternità, eppure non arrivare mai al principio. Le nostre ali possono stancarsi, la nostra immaginazione potrà affievolirsi e svanire molto prima di giungervi. Ma Dio dal principio scelse il suo popolo; quando l’etere non era stato ancora smosso dalle ali di un singolo angelo, quando il silenzio universale regnava, e neppure una voce o bisbiglio interrompeva la solennità di quel silenzio; quando non c’erano esseri e movimento, tempo e altro all’infuori di Dio stesso, nell’eternità; molto prima che le creature viventi fossero nate, o che le ruote del carro di Jahvé fossero costruite, allora, “In principio era la Parola”, e in principio Egli “ci ha eletti a salvezza”. La nostra elezione dunque è eterna. Non mi dilungherò a provarla, espongo solo questi pensieri per a beneficio dei giovani credenti affinché sappiano cosa si intende per elezione eterna, assoluta.

4. E, inoltre, l’elezione è PERSONALE. Qui nuovamente, i nostri oppositori hanno cercato di rovesciare l’elezione raccontandoci che si tratta di un’elezione di nazioni, e non di persone. Ma qui l’Apostolo dichiara: “Dio fin dal principio VI ha eletti a salvezza”. È la sostituzione più miserevole che si possa fare, dichiarare che Dio non ha scelto persone ma nazioni, perché quella stessa obiezione che viene rivolta contro la scelta delle persone, vale anche contro la scelta di nazioni. Se fosse ingiusto scegliere una persona anziché un’altra, sarebbe molto più ingiusto scegliere una nazione, poiché essa non è altro che l’insieme di moltitudini di persone; se si reputa l’elezione un crimine, scegliere una nazione anziché una persona dovrebbe essere un crimine ancora più grave. Certamente scegliere diecimila persone verrà riconosciuto peggio che sceglierne una; così dunque sarebbe distinguere un’intera nazione dal resto dell’umanità. Non sono le nazioni composte da uomini? Una nazione è composta da quell’individuo, e quell’altro, e quell’altro ancora. E se mi dite che Dio scelse gli Ebrei, allora vi dico che Egli scelte quell’Ebreo, e quell’altro Ebreo, e quell’altro ancora. E così è per gli Inglesi o per qualunque altro popolo.

L’elezione dunque è personale: e così deve essere. Tutti quelli che leggono il verso che abbiamo esaminato, e altri versi simili, riconosceranno che la Scrittura parla continuamente del popolo di Dio rivolgendosi alle singole persone una per una, e parla di loro come di oggetti speciali dell’elezione.

“Siamo figli grazie all’elezione di Dio,
In Gesù Cristo crediamo;
Per eterna decisione
Grazia sovrana noi qui riceviamo”.

5. L’altro pensiero è – dato che il tempo passa troppo rapidamente perché io possa soffermarmi a lungo su questi punti – che l’elezione produce BUONI RISULTATI. “Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità”. Quanti uomini interpretano male la dottrina dell’elezione! E come arde l’anima mia al ricordo dei terribili mali che sono derivati dall’aver rovinato e torto quella gloriosa porzione della gloriosa verità di Dio! Quanti uomini hanno detto a se stessi: “io sono eletto”, e si sono crogiolati nella pigrizia, e peggio ancora! Essi hanno detto: “Io sono l’eletto di Dio”, e con le loro mani si sono dati a fare il male. Sono corsi in fretta verso ogni cosa impura, perché hanno detto: “sono un figlio scelto di Dio, indipendentemente dalle mie opere, perciò posso vivere come dico io, e fare ciò che mi piace”. Oh, amati! Consentitemi di avvertire solennemente ognuno di voi a non spingere i vostri ragionamenti sulla verità tanto lontano; o, piuttosto, a non volgere la verità in errore, poiché non possiamo portarla troppo lontana. Possiamo oltrepassare la verità; possiamo fare di ciò che è stato fatto per il nostro bene e la nostra consolazione, una terribile mistura che ci distruggerà. Vi dico che migliaia di uomini si sono rovinati per aver male interpretato l’elezione; per aver detto: “Dio mi ha eletto ad andare in cielo, e alla vita eterna”; ma hanno dimenticato che è scritto che Dio li ha “eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità”. Questa è l’elezione di Dio – elezione alla santificazione e alla fede. Dio sceglie il suo popolo affinché siano santi, e affinché credano. Quanti di voi qui sono credenti? Quanti della mia congregazione possono mettersi la mano sul cuore e dire: “ho fede in Dio di essere santificato”? C’è qualcuno di voi che dice: “io sono eletto”? Ti ricordo che hai imprecato la settimana scorsa. Uno di voi dice: “io credo di essere eletto” – ma spingo la tua memoria a ricordare gli atti immorali che hai commesso durante l’ultima settimana. Un altro di voi dice: “io sono eletto” – ma lo guardo negli occhi e gli dico: “Eletto! Tu sei un misero ipocrita!” Altri dicono: “io sono eletto” – ma vi ricordo che trascurate di andare al trono della grazia e che non pregate. Oh, amati! Non pensate mai di essere eletti se non siete santi. Potete venire a Cristo come peccatori, ma non potete venire a Cristo come persone elette fino a quando non vedrete prodotta in voi la santità. Non fraintendete quello che dico – non dite “sono eletto”, e poi pensate di poter vivere nel peccato. Questo è impossibile. Gli eletti di Dio sono santi. Non sono puri, non sono perfetti, non sono infallibili; ma, guardando la loro vita, essi sono persone sante. Sono ben diversi, distinti dagli altri; e nessun uomo ha il diritto di concludere di essere eletto al di fuori di tale santità. Può essere un eletto, eppure star vivendo nell’oscurità, ma non ha diritto di crederlo; nessuno può vedere che è così, niente lo prova. L’uomo vivrà un giorno, ma è morto al presente. Se stai camminando nel timore di Dio, cercando di piacergli e di obbedire ai suoi comandamenti, non dubitare che il tuo nome è stato scritto nel libro della vita dell’Agnello prima della fondazione del mondo.

E ora notiamo l’altro segno distintivo dell’elezione, che è la “fede nella verità”. Chiunque crede alla verità di Dio, e crede in Gesù Cristo, è eletto. Incontro frequentemente credenti che sono afflitti e preoccupati da questo pensiero – “E se io non fossi eletto?”. “Oh,” essi dicono, “io so di aver riposto la mia fede in Gesù; so che credo al suo nome e ho fede nel sangue che Egli ha versato sulla croce; ma che ne sarà di me se io non fossi eletto?” Povera creatura, non conosci molto del vangelo, o non parleresti mai così, poiché CHI CREDE E’ ELETTO. Chi è eletto, è eletto alla santificazione e alla fede; e se tu hai fede sei uno degli eletti di Dio; puoi saperlo e devi saperlo, poiché è una certezza assoluta. Se tu, come peccatore, guardi a Gesù Cristo questa mattina e, senza portare alcuna opera meritoria, ti affidi a Lui confidando nel sacrificio che Egli ha compiuto sulla croce, tu sei eletto. Non temo che l’elezione spaventi i credenti o i peccatori. Vi sono molti ecclesiastici che rispondono ai credenti: “l’elezione non ha niente a che fare con voi”. Ciò è sbagliato, perché l’anima continuerà a porsi la stessa domanda. Ditele dunque: se credi nel Signore Gesù Cristo sei eletto. Se ti affidi a Gesù, sei eletto. Ti dico che tu, quand’anche fossi il primo dei peccatori, questa mattina, ti dico nel suo nome che se vai a Dio senza portare le tue opere meritorie, ma ti affidi al sacrificio e alla giustizia di Gesù Cristo; se vai a Lui ora e hai fede in Lui, tu sei eletto – eri amato da Dio fin da prima della fondazione del mondo, poiché non avresti potuto fare questo se Dio non ti avesse dato la forza e la volontà di farlo. Ora sei al sicuro se solo vieni e affidi tutto te stesso a Gesù Cristo, e desideri essere salvato e amato da Lui. Ma non pensare che qualche uomo possa essere salvato senza la fede e senza la santificazione. Non vi ingannate che una decisione presa in tempi remoti, addietro nell’eternità, possa salvare le vostre anime, se non credete in Cristo. Non sedetevi a crogiolarvi nel pensiero di essere salvati senza fede e santità. Questa è un’eresia abominevole e maledetta, e ha rovinato migliaia di persone. Non fate dell’elezione un cuscino su cui dormire, o potreste esserne rovinati. Dio non voglia che io vi fornisca dei cuscini su cui voi possiate poltrire nei vostri peccati. Peccatore! Non esiste niente nella Bibbia che attenui i tuoi peccati. Ma se sei condannato, o uomo! se sei perduta, o donna! non troverai nella Bibbia una sola goccia per attenuare la tua sete, o una dottrina per mitigare la tua colpa; la tua dannazione sarà interamente colpa tua, e il tuo peccato la meriterà pienamente; poiché tu non credi sei condannato. Gesù disse: “Voi non credete perché non siete delle mie pecore”. “Non volete venire a me per aver la vita!”. (Giovanni 10:26, 5:40). Non illudetevi che l’elezione giustifichi il peccato – non sognatevelo – non fondatevi in dolce compiacenza sul pensiero della vostra irresponsabilità. Voi siete responsabili. Dobbiamo darvi entrambe le cose. Devono esserci la sovranità divina, e la responsabilità dell’uomo. Deve esserci l’elezione, ma dobbiamo offrire ai vostri cuori la verità di Dio; dobbiamo parlare a voi, e ricordarvi questo: che è scritto “In Me è il tuo aiuto”, ma è anche scritto: “Oh Israele, tu hai distrutto te stesso”.

6. E, infine, vediamo quali sono le vere e legittime tendenze della giusta comprensione della dottrina dell’elezione. Come prima cosa, vedremo come opera la dottrina dell’elezione verso i santi credenti sotto la benedizione di Dio; e, come seconda cosa, come opera verso i peccatori se Dio si compiace di benedirli con essa.

Credo che l’elezione, per un santo, sia la dottrina che più di ogni altra lo SPOGLIA di ogni confidanza nella propria carne e in ogni altra cosa all’infuori di Gesù Cristo. Quanto spesso ci copriamo con la nostra giustizia, e ci adorniamo con le finte perle e gemme delle nostre opere meritorie e buone azioni. Allora iniziamo a dire: “Ora sarò salvato, perché ho questa e quest’altra prova”. Ma è la nuda fede che salva; quella fede e solo quella ci unisce all’Agnello di Dio, indipendentemente dalle opere, sebbene la fede produca le opere buone. Quanto spesso ci affidiamo su qualche opera nostra, piuttosto che sul nostro amato Signore, e facciamo affidamento su qualche potenza che non è quella che viene dall’alto. Ora se vogliamo liberarci di questa forza carnale, dobbiamo considerare l’elezione. Fermati anima mia, e considera questo. Dio ti ha amato prima che tu avessi un corpo. Ti ha amato quando eri morta nelle trasgressioni e nei peccati, e ha mandato il suo Figlio a morire per te. Egli ti ha comprato con il suo prezioso sangue ancor prima che tu potessi pronunciare il suo nome. Riesci ancora a essere orgoglioso di te?

Non conosco nulla, nulla che sia più UMILIANTE per noi di questa dottrina dell’elezione. A volte sono caduto prostrato sotto di essa, nel cercare di comprenderla. Ho disteso le mie ali come le aquile, e mi sono innalzato in volo verso quel sole. Fermo è stato il mio occhio, e forte le mie ali, per un tempo; ma, quando mi sono avvicinato ad esso, un pensiero mi ha colpito: “Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza”. Ero perso nel suo lustro, sconvolto da quel grandioso pensiero; e da quell’elevata posizione l’anima mia scese, prostrata e contrita, dicendo: “Signore, io non sono niente, io sono meno che niente. Perché me? Perché me?”.

Amici, se volete essere umili, ascoltate l’elezione, perché vi umilierà sotto l’influenza dello Spirito di Dio. Chi è orgoglioso della propria elezione non è eletto; e chi si umilia al suo pensiero può ben credere di esserlo; ha ogni ragione di credere di essere eletto, poiché uno degli effetti più benedetti dell’elezione è la disposizione a umiliarci davanti a Dio.

Ma l’elezione nel Cristiano dovrebbe anche renderlo impavido e coraggioso. Nessun uomo avrà tanta audacia come quello che sa di essere un eletto di Dio. Cosa gli importa di ciò che il mondo può offrirgli se egli è stato scelto dal suo Creatore? Gli importerà del debole cinguettio dei piccoli passeri se egli è un’aquila reale? Temerà se tutto il mondo è contro di lui? Quand’anche in ogni luogo nel mondo vi fossero guerre, egli riposa in pace perfetta, poiché è nel luogo segreto del tabernacolo dell’Altissimo, nel gran padiglione dell’Onnipotente. “Io appartengo a Dio”, egli dice, “Non sono io figlio del Re? Non è il mio nome scritto nel libro di Dio?” Gli importerà del mondo? No: come al leone non importa nulla del latrato del cane, così egli sorride ai suoi nemici; e quando essi si avvicinano troppo, si alza e li annienta. Egli cammina tra di essi come un colosso; la sua fronte è fatta di rame, il suo cuore è come una selce – di chi temerà?

“Colui che fa di Dio il proprio rifugio,
Troverà in Lui la più sicura dimora”.

“Io sono uno dei suoi eletti. Sono scelto da Dio e prezioso; e se anche il mondo mi rigetta, non temo”. Ah! ma la maggior parte di voi si piegano come salici. Vi sono pochi Cristiani solidi come querce oggi, che possono resistere alla tempesta, e ve ne dirò il motivo. È perché voi non credete di essere eletti. L’uomo che sa di essere eletto ne sarà troppo orgoglioso per peccare; non si umilierà a commettere i vili atti degli uomini peccatori. Il credente dirà: “IO compromettere i miei princìpi? IO cambiare la mia dottrina? IO mettere da parte ciò in cui credo? IO nascondere ciò che so essere la verità? No! Da quando so di essere uno degli eletti di Dio, proclamerò la verità di Dio in faccia agli uomini, qualunque cosa essi mi dicano”. Niente rende un uomo tanto coraggioso come il fatto di riconoscere la sua elezione da Dio. Egli non tremerà, non vacillerà, perché sa che Dio lo ha scelto.

Inoltre, l’elezione ci rende SANTI. Sotto la benevola influenza dello Spirito Santo niente può rendere un Cristiano più santo del pensiero di essere stato scelto da Dio. “Peccherò, dopo che Dio mi ha scelto? Trasgredirò dopo essere stato oggetto di un tale amore? Andrò fuori strada dopo tanto affetto e tenera misericordia? No, mio Dio; poiché tu mi hai scelto, io ti amerò; vivrò per te –

“Poiché tu, l’Iddio eterno,
Sei diventato mio Padre”;

Mi darò a Te per essere Tuo per sempre, mediante l’elezione e la redenzione, affidandomi a Te, e consacrandomi solennemente al Tuo servizio”.

Ed ora, infine, ai peccatori. Cosa dice a voi l’elezione? Prima di tutto, o irreligiosi, vi scuserò per un attimo. Ci sono molti tra voi che non amano l’elezione, e non vi posso biasimare per questo, poiché ho udito molti di quelli che l’hanno predicata dire: “non ho nessuna parola da dire ai peccatori”. Ora, credo che voi DOBBIATE non amare una simile predicazione, e non vi biasimo per questo.

Ma ti dico, sii incoraggiato, peccatore, nella speranza che c’è l’elezione. Anziché essere per te motivo di abbattimento e scoraggiamento, essa è motivo di speranza e di gioia; anziché tremare e stringere le tue mani con disperazione, dicendo: “Allora come posso essere salvato, se nessuno è eletto?”, ti dico che c’è una vastissima moltitudine eletta, che nessun mortale può contare. Prendi dunque coraggio, peccatore! Getta via il tuo abbattimento – non puoi forse essere stato eletto come gli altri? C’è gioia e conforto per te! Allora, non prendere solo coraggio, ma vai e prova il Signore. Ricorda che se tu non fossi un eletto, non perderesti nulla. Cosa dissero i quattro Siri? “Andiamo a presentarci nell’accampamento dei Siri; poiché se diciamo: ‘Entriamo in città’, in città c’è la fame e vi moriremo; se restiamo qui, moriremo ugualmente”. O peccatore! vieni al trono della grazia, o potresti morire dove ti trovi. Vai a Dio; e, se anche Egli dovesse rifiutarti, supponendo che Egli alzi la mano per allontanarti – cosa impossibile – anche in quel caso non avresti perduto niente; la tua situazione non sarebbe peggiore di prima. Ma, quand’anche tu fossi dannato, avresti almeno la soddisfazione di poter alzare i tuoi occhi e dire: “O Dio, io ti ho chiesto misericordia e tu non me l’hai concessa; l’ho cercata, ma tu me l’hai rifiutata”. Questo non lo dirai mai, o peccatore! Se tu vai a Lui, e chiedi a Lui, tu riceverai; poiché Egli non ha mai rifiutato nessuno che è andato a Lui! Non c’è dunque speranza per te? Anche se esiste un numero prestabilito, è vero che tutti quelli che Lo cercano appartengono a quel numero. Vai dunque e invocaLo; e se anche tu fossi il primo ad andare all’inferno diresti ai demoni che sei andato come misero peccatore a Gesù ma sei stato rifiutato. Ti dico che ciò sarebbe un’onta e un disonore per l’Eterno – con rispetto al suo nome – e che Egli non permetterà mai che accada una cosa simile. Egli è geloso del suo onore, e nessun peccatore sarà mai in condizione di dire questo.

Ma tu, povera anima, non pensare soltanto di non poter perdere niente ad andare; c’è un’altra cosa su cui devi riflettere – non ami il pensiero dell’elezione questa mattina? Sei disposto ad ammettere la sua giustizia? Dici: “Sento di essere perduto; me lo merito; e se mio fratello invece viene salvato non posso lamentarmi. Se Dio mi distrugge, me lo merito, ma se Egli salva la persona accanto a me, Egli ha il diritto di fare quello che vuole, e io non ho perduto niente rispetto a prima”. Puoi dirlo onestamente dal tuo cuore? Se è così, allora la dottrina dell’elezione ha esercitato il suo effetto sul tuo spirito, e non sei lontano dal regno dei cieli. Sei condotto dove dovresti essere, dove lo Spirito vuole che tu sia; ed essendo così questa mattina, và in pace; Dio ha perdonato i tuoi peccati. Non sentiresti di essere stato perdonato, se lo Spirito di Dio non stesse operando in te.
Rallegrati, dunque, in questo. Che la tua speranza riposi sulla croce di Cristo. Non pensare all’elezione, ma a Cristo Gesù. Riposa su Lui – Gesù prima, oggi, e in eterno.

Tratto dal libro “Il conforto della predestinazione” curato da Renato Giliberti

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