Perché diventare cristiani quando i peggiori ipocriti sono nelle chiese?

hypocrite-pretending-black-is-white[1]Uno dei classici pretesti di cui la gente si serve per rifiutare di abbracciare il cristianesimo riguarda la presenza, in passato come nel presente, dei cosiddetti «ipocriti» nella chiesa. Alla gente dà sollievo guardare ai misfatti compiuti in passato, perpetrati nel nome di Cristo, così come per esempio è stato ai tempi dell’inquisizione spagnola. Vi sono poi casi attuali di predicatori, di diaconi o conduttori religiosi che sono stati sorpresi nell’alcoolismo, nell’adulterio o in altre forme di vita incoerente rispetto a ciò che dicono di credere. Questo tipo di comportamento ha indotto molti ad affermare: «se questo è il cristianesimo, non voglio averci nulla a che fare!»

Bisogna ammettere che c’è stata tanta ipocrisia nella chiesa, sia in quella cattolica che protestante, ed ancora oggi non tutte le comunità ne sono esenti. Nell’antica commedia greca, l’ipocrita era un attore, cioè un personaggio che fingeva assumendo un aspetto ed un carattere fasulli. Tuttavia, il fatto che vi siano alcuni ipocriti nella chiesa non vuol dire che tutti i cristiani debbano essere considerati tali. Infatti se è vero che nella chiesa possono essere individuati dei casi di ipocrisia, è altrettanto vero che si possono segnalare numerosissimi esempi di persone che conducono una vita che è coerente con l’insegnamento di Cristo. Però dobbiamo fare attenzione a non confondere l’ipocrisia con il peccato. Tutti i cristiani sono peccatori, ma non tutti sono ipocriti. Vi è un concetto distorto legato all’idea che il cristiano debba essere una persona che non pecca mai; la verità invece è che, per potersi definire cristiani, bisogna per prima cosa ammettere di essere peccatori (1 Giovanni 1:5-2:2).

Tutti i credenti, compresi i pastori (ministri di culto) sono esseri umani fallibili, potenzialmente capaci di commettere ogni tipo di peccato. Ma il fatto che una persona non sia perfetta, non significa necessariamente che essa sia falsa. La distinzione tra le due cose è fondamentale. I fallimenti dei singoli credenti non annullano la verità del cristianesimo.

Gesù Cristo ebbe parole molto dure per coloro che commettevano il peccato d’ipocrisia, in particolare per i capi religiosi del tempo, che smascherò senza mezzi termini.

«Guai a voi, dottori della legge e Farisei ipocriti, che siete pronti a percorrere terra e mare per acquistare un solo convertito e renderlo poi più malvagio di voi!» (Matteo 23:15).

Ci possono essere persone che aspirano al ministero seguendo motivazioni erronee, e danneggiano la chiesa con la loro condotta. Chi si comporta in questo modo pecca, e la Bibbia è molto chiara al riguardo. Il cristianesimo non può reggersi né sgretolarsi a causa del modo in cui alcuni cristiani hanno agito nel corso della storia, oppure agiscono ancora oggi. Esso si regge sulla persona di Gesù che di certo non era un ipocrita, anzi è stato così coerente con il suo insegnamento che, al termine della Sua vita, ha sfidato coloro che avevano vissuto con Lui giorno e notte per oltre tre anni ad accusarlo, se era possibile, di una qualsiasi forma di ipocrisia.

I discepoli dovettero tacere perché non se ne poteva rintracciare alcuna. Dato che il cristianesimo si fonda su Gesù, è insensato cercare di vanificare la fede cristiana mettendo in risalto le ingiustizie fatte da taluni pseudo-cristiani.

Il non credente non dovrebbe rifiutare di credere in Gesù solo perché ha incontrato persone che pretendono di essere ciò che non sono, come pure il cristiano ipocrita non può giustificarsi dicendo che nessuno è perfetto, visto che l’ipocrisia provoca spiacevoli effetti. Ecco un esempio tipico di questo modo di ragionare. Immaginiamo che il presidente di una grande industria automobilistica parli ai suoi amici di un certo tipo di auto della sua azienda, insistendo sul fatto che quest’auto è la migliore sul mercato e che tutti dovrebbero sperimentarne la guida. Più tardi, si vedrà quest’uomo alla guida dell’ultimo modello d’auto fabbricato da un’altra casa automobilistica. Che ipocrita, si dirà. Se fosse stato vero ciò che diceva, avrebbe sicuramente guidato l’auto di cui parlava. Probabilmente questo è vero. Ma il fatto che egli sia ipocrita non invalida l’affermazione secondo cui la sua auto è la migliore sul mercato. Altri, semmai, sono i parametri da prendere in considerazione.

Lo stesso vale per il cristianesimo. Ci possono essere delle persone, anche dei “dirigenti”, che esaltano il cristianesimo ma poi conducono una vita non coerente con ciò che affermano, in altre parole «predicano bene e razzolano male»; tuttavia ciò non significa necessariamente che il cristianesimo sia falso.

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