Archeologia Biblica: il Codice di Hammurabi

Hammurabi, di famiglia amorrita, fu forse il più grande re della Mesopotamia. Abbiamo già visto che fu il distruttore di Mari, nel 1760 a.C. Egli viene ritenuto da molti un contemporaneo di Abramo. Qualcuno aveva voluto addirittura identificarlo con il re Amrafel, di Gen. 14:1, ma questa ipotesi è stata in seguito contestata.

Hammurabi regnò dapprima su una regione poco vasta, quasi uno stato cuscinetto, pressato da tutte le parti. Successivamente strappò Larsa agli Elamiti e divenne signore di tutta la regione babilonese.

Egli si adoperò per il bene dei suoi sudditi, riparò antichi canali e ne scavò di nuovi, allo scopo di fertilizzare il nord ed il sud della Babilonia. Consolidò le fortificazioni, costruì templi e li abbellì, presiedette all’amministrazione della giustizia e codificò, le leggi del paese. Hammurabi non si limitò a promulgare decreti; comprese che era necessario riunire le leggi relative alla vita sociale, raggruppare quelle che presentavano analogie e farle conoscere quanto più possibile al popolo.

Hammurabi è noto soprattutto per il Codice che porta il suo nome; questo costituisce la più antica raccolta di leggi conosciuta. È inciso a caratteri cuneiformi su una stele alta m. 2,25, scoperta a Susa e conservata oggi al Museo del Louvre.

Essa fu presa come trofeo da un re elamita intorno al 1120 a. C. e trasportata nella sua capitale.

Si tratta dunque dì una stele di basalto nero, recante in alto un rilievo raffigurante il re in atteggiamento di adorazione, che riceve le leggi dal dio-sole Shamash.

Sulla stele si trova scritto su 28 colonne il testo in caratteri cuneiformi, che comprende:

  1. un’introduzione che ricorda i favori accordati dal re ai templi ed al le città babilonesi;
  2. il testo delle leggi riunite e ordinate, in numero, di 282. Queste leggi riguardano la vita quotidiana e si rivolgono a tutte le classi della società.

A suscitare il maggior interesse fu il fatto che ci si trovava in presenza di una serie di leggi che per tanti aspetti erano molto simili alle leggi di Mosè. (Da notare che tra le due legislazioni c’è una differenza dì parecchi secoli).

Diamo qui di seguito alcuni accostamenti.

Codice di Hammurabi

o del figlio di un cittadino, il suo occhio sarà distrutto».

Art. 197 : « Se egli spezza l’osso di un cittadino, il suo osso sarà spezzato.».

Art. 200: «Se un cittadino, butta giù un dente ad un altro, il suo dente gli sarà buttato giù ».

Art 250: .«Se un bue condotto per la strada cozza un cittadino e lo uccide, questo caso giudiziario non avrà diritto di processo».

Art. 231: «Se il bue del cittadino è stizzoso e se il suo magistrato l’ha dichiarato stizzoso, ma (il cittadino) non ha mozzato le sue coma, non ha legato il suo bue e poi questo bue cozza un figlio di un cittadino e lo uccide, (il cittadino) dovrà pagare una mezza mina d”argento ».

Leggi civili di Mosè

Lev. XXIV, 19, 20: «Quando uno avrà fatto una lesione al suo prossimo, gli sarà fatto com’egli avrà fatto: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli sarà fatta la stessa lesione che egli avrà fatta all’altro ».

Deut XLX, 21 : « L’occhio tuo non avrà pietà: vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede ».

Esodo XXI, 28, 29: «Se un bue cozza un uomo o una donna sì che muoia, il bue dovrà esser lapidato e non se ne mangerà la carne; ma il padrone del bue sarà assolto. Però, se il bue era già da tempo uso cozzare, e il padrone n’è stato avvertito, ma non l’ha tenuto rinchiuso, e il bue ha ucciso un uomo o una donna, il bue sarà. lapidato, e il suo padrone pure sarà messo a morte ».

Le somiglianze tra queste leggi babilonesi e quelle bibliche, dunque, sono notevoli; ma notevoli sono anche le differenze.

Nelle leggi babilonesi le proprietà sono importanti come le persone. In ambedue i casi i reati hanno lo stesso tipo di punizioni; nelle leggi bibliche solo i reati contro la persona comportano pene fisiche, mentre i reati contro le proprietà prevedono punizioni in denaro o beni.

Viene fatto notare da alcuni che il Codice di Hammurabi è essenzialmente utilitario, sfornito del senso della persona umana. Inoltre è estremamente duro nei confronti dei poveri e di una estrema severità per chiunque mostri pietà nei confronti degli schiavi.

I suoi favori vanno, ai grandi, a coloro che sono avvantaggiati in questo mondo; nessuna sollecitudine per i bambini, i vecchi, i deboli o gli stranieri.

Può comunque essere possibile che le leggi ebraiche avessero ereditato dai Babilonesi certe soluzioni di problemi specifici.

Al di là delle analogie e delle differenze è però da sottolineare il fatto che la scoperta del Codice di Hammurabi ha contribuito a rifiutare le opinioni di alcuni critici, secondo i quali delle leggi come quelle di Mosè non potevano essere state date in un’epoca così remota come quella indicata dal Pentateuco.

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