La Bibbia di Martin Lutero

Prima di Lutero esistevano almeno 17 versioni tedesche della Bibbia. Il grande riformatore volle però realizzare una versione che fosse più in linea con il ”sentire” del popolo tedesco e che fosse anche ricavata dalle fonti originarie. Non tradusse la Vulgata, ma si rifece più che altro al testo greco ed ebraico proposto da Erasmo nel 1516. La lingua usata fu quella cancelleresca tedesca e boemo-lussemburghese, arricchita dal parlare volgare proprio della sua gente. Esemplare, per comprendere il suo modo tradurre, il suo ”Messaggio sul tradurre” del 1530. La parola di Dio, diretta a tutti, da tutti deve essere compresa. Non si tratta, dice Lutero, di chiedersi come il latino si debba trasferire in tedesco, bisogna piuttosto ”interrogare la madre in casa, i bambini in strada, il popolo al mercato”.

Nel 1534, edita da Luft a Wittemberg, usciva la traduzione completa della Bibbia. Non è da attribuire del tutto a Lutero, che si fece in effetti aiutare dai più valenti filologi dell’epoca, molti dei quali suoi amici: Melantone su tutti. Ne sortì un capolavoro della letteratura germanica, anzi, la nascita stessa di quella letteratura, tanto che si è detto che la Bibbia di Lutero è per la letteratura tedesca quello che la Commedia dantesca è per la letteratura italiana.

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